La svolta dei nuovi programmi scolastici: persona, sapere e libertà

Pierangelo Berardi, Professore di Scienza della Formazione all’Università degli Studi di Foggia

Le Nuove Indicazioni Nazionali per il Curricolo (bozza 2025) si configurano come un documento ad alta densità pedagogica, che rilancia la scuola italiana entro l’orizzonte di un umanesimo trasformativo. Al centro vi è la persona, riconosciuta nella sua integrità relazionale come soggetto attivo, titolare di diritti e capace di apprendere e trasformarsi lungo l’intero arco della vita. Questa visione si intreccia con il quadro UNESCO (2021), che riconosce all’educazione la funzione di formare soggetti in grado di pensare criticamente il mondo, trasformarlo e averne cura. In tale prospettiva, la scuola è concepita come luogo generativo, in cui lo studente è valorizzato nella relazione con gli altri e con il sapere. Alla base vi è il paradigma che riconosce la personalizzazione come principio fondante dell’educazione, volto a promuovere l’unicità di ciascuno all’interno di un percorso condiviso (García Hoz, 2005). Questa impostazione è coerente con l’idea di learner agency proposta dall’OECD (2019), che invita a progettare ambienti capacitanti nei quali lo studente possa esercitare un ruolo attivo e responsabile. In tale prospettiva, il docente assume il ruolo di curriculum maker, mediatore culturale e progettista di ambienti inclusivi e trasformativi. È attraverso il suo agire che il curricolo prende forma e significato, rispondendo in modo flessibile e contestualizzato ai bisogni della comunità educante. Questo approccio attribuisce centralità alla leadership diffusa e alla progettazione partecipata per promuovere benessere e coesione sociale.

Un nodo concettuale centrale delle Nuove Indicazioni è la riformulazione del concetto di talento, inteso come potenzialità diffusa che si attiva in ambienti educativi capaci di riconoscere e valorizzare le risorse cognitive, affettive e creative di ciascuno. È una visione dinamica e democratica, che lega il talento all’esercizio della libertà e alla costruzione del sé, in linea con l’articolo 3 della Costituzione, che richiama il dovere di rimuovere gli ostacoli alla piena realizzazione della persona. Questa prospettiva dialoga con le raccomandazioni dell’OECD sui contesti “inclusive and enabling”, che promuovono l’equità attraverso pratiche educative intenzionali. In tale quadro, la libertà diviene asse portante dell’azione educativa come esperienza quotidiana di responsabilità, relazione e cura. Tale impostazione riconosce nella scuola lo spazio privilegiato per coltivare coscienza democratica, empatia e responsabilità verso il mondo.

L’attenzione all’inclusione è una delle espressioni più concrete del nuovo umanesimo educativo delineato dalle Indicazioni 2025. Si configura come principio trasversale che orienta l’intera progettazione didattica e organizzativa. Il documento integra in modo esplicito riferimenti teorici come l’ICF e l’Universal Design for Learning (UDL) (CAST, 2024), promuovendo un curricolo flessibile, accessibile e differenziato fin dalla sua progettazione, superando l’idea di adattamento successivo. In tale prospettiva, l’inclusività si configura come architettura pedagogica originaria. Tale approccio è in sintonia con le Recommendation on Pathways to School Success (Council of the European Union, 2022), che invitano a superare logiche prestazionali a favore di ambienti educativi capaci di rispondere alla pluralità degli apprendimenti. La differenziazione didattica è un criterio di equità sostanziale.

Le Indicazioni propongono, inoltre, una revisione del curricolo in chiave essenziale e coerente: un percorso intenzionale basato su nuclei fondanti, sviluppati in modo verticale e integrato. Una prospettiva che dialoga con il rapporto OECD The Future of Education and Skills (OECD, 2018), dove si auspica un sapere meno enciclopedico e più connesso alla vita. La costruzione del curricolo è presentata come esito di una progettazione collegiale, guidata da una professionalità docente riflessiva e collaborativa. In tale visione, il docente-curriculum maker traduce gli obiettivi generali del processo formativo in percorsi coerenti con il contesto, contribuendo a delineare la scuola come ambiente di apprendimento intenzionalmente progettato, in linea con il modello delle Innovative Learning Environments dell’OCSE, fondato sull’integrazione tra organizzazione scolastica, cultura professionale e pratiche didattiche.

Particolare rilievo è attribuito al ruolo delle tecnologie digitali, affrontato con sguardo critico e pedagogicamente fondato. Le tecnologie sono riconosciute come ambienti cognitivi e culturali che devono essere guidati da una mediazione umana consapevole. In coerenza con il Digital Education Action Plan 2021–2027 (European Commission, 2020) e con il quadro di riferimento DigCompEdu (European Commission, 2017), le Indicazioni sottolineano la necessità di promuovere una competenza digitale che sia al tempo stesso tecnica, critica e relazionale. La tecnologia non può sostituirsi alla relazione educativa, ma deve potenziarne le possibilità, senza cedere alle derive dell’automazione o del determinismo algoritmico. La presenza dell’intelligenza artificiale nel documento apre uno spazio importante per riflettere sul rapporto tra automazione e responsabilità pedagogica, tra personalizzazione e monitoraggio, tra accesso e controllo.

In quest’ottica di rinnovamento, anche la valutazione viene ripensata in chiave trasformativa. Essa si configura come “atto di valorizzazione”, coerente con le finalità educative dell’intero processo formativo. L’accento è posto sulla valutazione formativa, sul feedback come leva per il miglioramento e sull’autovalutazione come esercizio di consapevolezza e metacognizione. Prende forma una valutazione autentica, fondata sulla trasparenza degli obiettivi, sulla congruenza tra compiti e criteri, e sulla centralità del soggetto che apprende. Queste istanze si connettono con gli orientamenti UNESCO (2025) e OECD (2005) sull’Assessment for Learning, che concepiscono la valutazione come strumento al servizio della crescita integrale della persona.

Le Indicazioni Nazionali 2025 delineano una scuola intesa come comunità educante responsabile della cura delle persone, delle relazioni e del futuro collettivo. In risposta ai mutamenti sociali e culturali, essa assume una funzione pedagogica rinnovata, capace di leggere i bisogni emergenti e di proporre risposte educative profonde e trasformative. Questo orientamento si radica nella tradizione pedagogica italiana, in particolare nel pensiero di don Lorenzo Milani, per il quale l’educazione è strumento di giustizia e di emancipazione. La cura educativa, in tale prospettiva, diviene un impegno condiviso, sistemico e progettuale, volto a garantire a ciascuno pari possibilità di crescita e realizzazione.


References

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García Hoz, V. (2005). L’educazione personalizzata (G. Zanniello, Ed.). La Scuola SEI.

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