Davvero la riforma costituzionale rischia di assoggettare la magistratura alla politica? Una prospettiva europea

La legge costituzionale in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare è stata pubblicata sulla gazzetta ufficiale il 30 ottobre 2025 e sarà oggetto di referendum confermativo nei primi mesi del 2026. Gli argomenti a favore delle contrapposte posizioni si intrecciano in un dibattito che, già assai acceso durante l’iter della doppia approvazione parlamentare, diventerà ancora più intenso a mano a mano che si avvicina la data del voto, ravvivato dalla nascita di numerosi comitati per il sì e per il no. Continua a leggere

Orgogliosi di non avere ‘recinti ideologici’

Il tema della ‘egemonia culturale’ è un fiume carsico che compare per poi inabissarsi e quindi ricomparire. Se ne avverte la presenza anche nella recente querelle fra Marcello Veneziani e il Ministro della cultura Alessandro Giuli. Veneziani ha criticato l’operato del governo presieduto da Giorgia Meloni. Vi ha visto quasi un democristiano immobilismo di ritorno. La critica è forse stata ingenerosa. Non ha dato adeguato rilievo alla posi­zione internazionale dell’Ita­lia divenuta più forte di prima, ma anche, per esempio, all’efficacia di varie ini­zia­tive che trovano riscontro nel miglioramento dei rating internazionali, nella riduzione significativa dello spread, nell’avvio di un processo deciso e coerente per il rinnovamento della scuola italiana dopo decenni di colpevole immobilismo. Continua a leggere

Un buon proposito per l’anno nuovo: riscopriamo le virtù della nostra tradizione

Anche all’inizio del 2026, come di consueto, possiamo impegnarci a fare buoni propositi per l’anno a venire. O, almeno, alcuni di noi possono continuare a farlo. Altri, invece, ritengono di potervi rinunciare, perché di fare propositi, più o meno buoni, hanno perso la voglia. Ritengono forse che sia consigliabile lasciarsi andare al corso degli eventi, che ciò che ci capita sia ineluttabile e che sia inutile cercare di cambiarlo. Possono avere le loro ragioni, ma è un peccato. Continua a leggere

Il 2025 si chiude con speranze e interrogativi

Il 2025 è finito lasciandoci solo speranze o interrogativi ma nulla di realisticamente concreto che possa dare certezze per un 2026 di pace.
Nel conflitto tra Israele e Hamas seppure faticosamente sembrerebbe tenere la tregua e quindi proseguire il percorso delineato con il piano di pace a suo tempo concordato dalle parti. Il più grosso nodo attuale il reale disarmo di Hamas e l’uscita conseguente dalla governance quanto meno del popolo Palestinese se non del futuro Stato di Palestina. Continua a leggere