La pallottola che ha ucciso Charlie viene da molto lontano

Trentacinque anni fa il crollo del comunismo ci coglieva ancora piuttosto giovani e senza dubbio molto ottimisti sul futuro dell’Occidente. Se morivano uno dietro l’altro i regimi comunisti, vi era però una metastasi inarrestabile che si spargeva ovunque. Un coacervo purulento di ideologie – soviettista, maoista, terzomondista (Lenin, Mao e Houari Boumédiène, per semplificare) – investiva in pochi anni tutto il mondo occidentale. Non era l’ideologia idonea per un vero assalto al cielo, né per un qualsivoglia ribaltamento dei rapporti di produzione – e infatti i governi proseguirono imperterriti per la loro strada riassumibile in “più tasse, più debito, più spesa pubblica” – ma era perfettamente adeguata a distruggere il nostro mondo dall’interno. Questa subcultura, che tendeva a mettere in stato di accusa tutta la civiltà occidentale, vedeva un’unica fonte del male: il maschio eterosessuale euro-americano. E attecchiva in tutte le cittadelle del sapere: da Berkeley a Harvard, da Londra alla Sorbona, da Heidelberg a Palermo. Continua a leggere

Una scuola più seria e meritocratica: gli italiani promuovono il ministro Valditara

La scuola italiana sta vivendo una stagione di profondo cambiamento. Al centro di questa trasformazione c’è il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che ha introdotto una serie di misure volte a restituire autorevolezza, rigore e centralità educativa al sistema scolastico. E, sorprendentemente per alcuni, queste misure stanno raccogliendo un ampio consenso tra studenti, insegnanti e opinione pubblica in generale. Oltre a essere supportate da dati oggettivi di performance. Continua a leggere

Potenziamento competenze e orientamento: strategie chiave dal MIM per il successo educativo-formativo

Nell’ambito dell’intervento straordinario finalizzato alla riduzione dei divari territoriali nelle scuole secondarie di I e II grado e alla lotta al fenomeno della dispersione scolastica, della povertà educativa e del disagio giovanile, attraverso Azioni PNRR di prevenzione e contrasto al fenomeno (Missione 4: Istruzione e Ricerca – Investimento 1.4), sono previsti percorsi di mentoring e orientamento individuale rivolti a studenti che mostrano particolari fragilità motivazionali e/o nelle discipline di studio, a rischio di abbandono o che abbiano interrotto la frequenza scolastica. Continua a leggere

Putin e Xi Jinping: un nuovo ordine mondiale

I primi di settembre si è svolto in Cina a Tianjin un Vertice dei Paesi della Organizzazione per la cooperazione di Shangai (SCO). Un Vertice di cui innanzi tutto non bisogna lasciar passare sotto traccia la rilevanza se non altro per il “peso” dei Paesi membri a pieno titolo (Cina, India, Russia, Iran, Pakistan, Kazakistan, Uzbekistan, Bielorussia, Kirghizistan e Tagilistan). Ciò sia con riferimento sia all’entità degli abitanti (8 miliardi che rappresentano il 41% della popolazione mondiale) sia alla loro incidenza economica ( PIL totale di più di 111.000 miliardi di dollari pari a circa il 23,5% dell’economia mondiale) . Senza tralasciare inoltre che allo SCO aderiscono anche ben 14 Paesi “partner di dialogo” del livello ad es. di Egitto ,Turchia, Qatar ,Arabia Saudita ,Emirati Arabi Uniti. Continua a leggere

Il dono dei Greci e dei Romani all’Occidente

L’espressione del noto documento voluto dal Ministro Valditara (“Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione”) a proposito dell’insegnamento della storia (Ernesto Galli della Loggia che cita Marc Bloch): “solo l’Occidente conosce la storia”, ha provocato, giorni or sono, la risposta a mitraglia di Franco Cardini su ‘Il Fatto quotidiano’. Confucio, Arabi, Bramini: le erudite citazioni servirebbero a smantellare il merito così riconosciuto alla storiografia dell’Occidente. Continua a leggere

L’orgoglio di essere parte dell’Occidente

“Solo l’Occidente conosce la storia”. Si legge nell’incipit delle Nuove Indicazioni Nazionali volute dal Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. L’affermazione ha suscitato critiche. La si è tradotta in “solo l’Occidente ha una storia”, negandola di conseguenza per tutti gli altri. Non è così. Sulla scia del pensiero di Claude Lévi-Strauss, l’ha chiarito icasticamente Galli della Loggia: la storia in Occidente si è precisata come riflessione sugli accadimenti, ricerca della loro genesi, dei collegamenti e delle conseguenze. Possiamo dire che in quell’area geo-storica si è avuta la trasformazione della storia da semplice “ricordo” in “esercizio intellettuale” che produce una “impronta” del mondo nel segno della dinamicità per il fatto di proiettare il ricordo nel futuro. Continua a leggere