Il contributo di Luigi Sturzo a 75 anni dalla Petizione per un Patto di Unione Federale Europea
Di fronte al disordine internazionale, allo sciagurato ritorno della logica delle sfere d’influenza: la politica dei grandi blocchi, all’aggressiva politica imperialistica della Russia, al silenzio preoccupante della Cina, al neo-isolazionismo degli Stati Uniti e al rapsodico e inconcludente attivismo degli Stati europei, i parlamentari italiani sono riusciti a litigare su un documento scritto da alcuni giovani antifascisti costretti al confino nell’isola di Ventotene nel 1941. Credo che basti questo a qualificare il grado di coerenza della politica italiana con la realtà e con le più urgenti e gravi vertenze internazionali di fronte alle quali siamo posti quotidianamente.
Personalmente ho sempre considerato il Manifesto di Ventotene un testo tanto significativo e stimolante dal punto di vista dell’ideale politico socialista (un socialismo impregnato di giacobinismo, non certo liberale) e antifascista di quegli anni, quanto politicamente inservibile se adottato come traccia di lavoro per la costruzione di un assetto istituzionale europeo valido per i nostri tempi. Continua a leggere
