Ero a Berlin quando Friedrich Merz, il leader della Cdu candidato a guidare il governo tedesco, non ha ottenuto in parlamento la maggioranza richiesta. Per la prima volta dalla fondazione della Repubblica Federale, un cancelliere designato è stato bocciato dal Bundestag al primo turno di votazione. Ho assistito in diretta allo ‘sbandamento’ che l’evento ha provocato in larga parte dei Tedeschi. La sensazione di un danno politico tutt’altro che irrilevante era evidente ed è rimasta anche dopo il successivo voto favorevole del parlamento. Da lì a poco sarebbe arrivata la reazione allarmata della stampa, interpretando l’accaduto come il segno di una crisi trasversale alla maggioranza di governo e all’interno delle sue componenti partitiche. Si è cominciata a prefigurare una persistente situazione di instabilità, in linea con il vuoto politico apertosi sei mesi prima con le dimissioni del governo di Olaf Scholtz, lo scioglimento del parlamento e le successive elezioni anticipate. Continua a leggere