La politica economica italiana non ha bisogno di slogan, ma di realismo

In una recente intervista il segretario del PD Elly Schlein ha duramente attaccato la politica economica del governo. Le critiche mosse stupiscono per il metodo, prima ancora che per il merito. Tutti vorremmo un’Italia tanto autorevole e forte da trattare, da sola, alla pari con gli Stati Uniti, obbligandoli a non applicare dazi o ad adottare politiche fiscali ostili alle proprie imprese. E chi non vorrebbe un mondo con spese militari minime, welfare universale e gratuito per tutti, con l’energia quasi gratuita e senza il buco nell’ozono? Belle parole, principi che è facile proclamare, ma che non aiutano la crescita della dialettica democratica perché sanno di ingenuità e restano al livello di meri slogan. Continua a leggere

Conflitti commerciali e conflitti militari: diplomazia e negoziazione le “armi” decisive

L’evento più importante di questo ultimo periodo è stata la recente Conferenza di Roma sulla ricostruzione dell’Ucraina e non solo per la grande partecipazione , come dichiarato dal primo vicepremier ucraino Oleksii Sobolev : «È stata la conferenza più grande e produttiva mai organizzata», ma soprattutto per la concretezza dei risultati: oltre duecento accordi firmati ,di cui 40 italiani, più di dieci miliardi di euro mobilitati, seimila delegati da settanta Paesi e quarantacinque organizzazioni internazionali . Continua a leggere

La svolta dei nuovi programmi scolastici: persona, sapere e libertà

Le Nuove Indicazioni Nazionali per il Curricolo (bozza 2025) si configurano come un documento ad alta densità pedagogica, che rilancia la scuola italiana entro l’orizzonte di un umanesimo trasformativo. Al centro vi è la persona, riconosciuta nella sua integrità relazionale come soggetto attivo, titolare di diritti e capace di apprendere e trasformarsi lungo l’intero arco della vita. Questa visione si intreccia con il quadro UNESCO (2021), che riconosce all’educazione la funzione di formare soggetti in grado di pensare criticamente il mondo, trasformarlo e averne cura. In tale prospettiva, la scuola è concepita come luogo generativo, in cui lo studente è valorizzato nella relazione con gli altri e con il sapere. Continua a leggere

Piccolo spaccio è piccola cosa? Una problematica sentenza della Corte costituzionale

Con la sentenza n. 90 depositata lo scorso 1° luglio, la Corte costituzionale ha dichiarato che è costituzionalmente illegittimo non prevedere la possibilità della “messa alla prova” nel caso del reato di piccolo spaccio di sostanze stupefacenti. Il presupposto di tale sentenza è che il decreto “Caivano”, emanato nel 2023 per contrastare il disagio giovanile dopo i gravi fatti accaduti nell’omonimo comune campano, aveva aumentato da 4 a 5 anni il massimo della pena prevista per il reato di piccolo spaccio con la conseguenza che non era più possibile ricorrere all’istituto della “messa alla prova” per la cui applicazione si richiede, in linea generale, che la pena massima prevista sia di 4 anni oppure che il reato sia specificamente indicato dalla legge. Ora, dopo il decreto “Caivano”, il reato di piccolo spaccio prevedeva una pena massima superiore ai 4 anni e non era stato indicato tra i reati per cui comunque è prevista la possibilità della “messa in prova”. In pratica, nel caso di piccolo spaccio non vi era più la possibilità della cosiddetta “probation”, cioè sospendere il procedimento penale e, in sua vece, prevedere un programma di trattamento con una serie di impegni per l’imputato, tra cui lavori di pubblica utilità. Continua a leggere