4 e 14 luglio: due vie alla modernizzazione e un abisso di libertà

Il 4 luglio e il 14 luglio sono date distanziate di 10 giorni nel calendario, di 13 anni illuministici (1776 e 1789) e separate da un oceano. Si tratta ovviamente delle festività più note dell’Occidente moderno, che riassumono due percorsi, due traiettorie, due modalità esistenziali del nostro mondo. La prima, il 4 luglio, ha dato vita alla società di maggiore successo della storia umana e al più grande progresso scientifico, tecnologico e di libertà mai visto. La seconda ha avuto un esito ben diverso: in luogo di una traballante monarchia accusata di “assolutismo”, ha creato un culto dello Stato che nemmeno il Re Sole aveva osato sognare, una concentrazione di potere del tutto inimmaginabile nella prima età moderna, e ha prodotto compagini nazionali che, entrando in competizione tra loro, hanno scatenato le più grandi carneficine della storia. Continua a leggere

Il Grande Fratello europeo è già alle porte? Chat Control, Euro Digitale e il futuro della libertà

Fra i tanti provvedimenti che negli ultimi anni sono stati discussi nelle istituzioni europee, ce ne sono due che, sorprendentemente, hanno suscitato pochissimo dibattito nell’opinione pubblica. Eppure, potrebbero incidere molto più profondamente sulla vita quotidiana dei cittadini di quanto abbiano fatto tante riforme economiche o fiscali. Mi riferisco al Chat Control e all’Euro Digitale. Entrambi vengono presentati con motivazioni difficilmente contestabili. Il primo nasce con l’obiettivo di contrastare la pedopornografia e gli abusi sui minori. Il secondo promette pagamenti più efficienti, una maggiore sovranità monetaria europea e un sistema finanziario più moderno. Le intenzioni, almeno sulla carta, sembrano nobili. La storia, però, insegna che le libertà non vengono quasi mai limitate dichiarando apertamente di voler limitare la libertà. Vengono limitate per perseguire obiettivi condivisibili: la sicurezza, la salute pubblica, la lotta al terrorismo, la protezione dei bambini, l’efficienza dello Stato. Il problema non è l’intenzione iniziale. Il problema è lo strumento. Una democrazia dovrebbe sempre chiedersi non soltanto se uno strumento possa essere utilizzato bene, ma anche se possa essere utilizzato male. Perché nessuno può garantire che le classi dirigenti del futuro saranno illuminate quanto speriamo. E nessuno può garantire che le leggi di domani saranno uguali a quelle di oggi. Continua a leggere

Li ho guardati negli occhi: la Maturità che funziona

Francesco Rossi, Dirigente scolastico del liceo classico “Eugenio Montale” di Roma Dieci giorni di commissione, decine di colloqui. E una scoperta: i ragazzi non avevano paura. Si raccontavano, argomentavano, guardavano avanti. Cronaca di un presidente di commissione che ha visto la riforma prendere vita Non ho visto buste. Non ho visto mani sudate stringere biglietti Continua a leggere

Due secoli e mezzo di libertà

Duecentocinquant’anni fa, il 4 luglio 1776, il Congresso continentale riunito a Filadelfia approvava il documento che sarebbe diventato il certificato di nascita del paese più influente della storia umana. Da allora ogni estate l’America celebra quella data con grigliate pantagrueliche, fuochi d’artificio, sventolio di bandiere, ma il significato più profondo della Dichiarazione d’indipendenza resta, ancora oggi, qualcosa di piuttosto elusivo, tanto in patria, quanto nel mondo. Continua a leggere

Chi decide il governo? Il grande nodo della legge elettorale italiana

Il dibattito sulla legge elettorale torna puntuale a ogni fine legislatura, ma oggi il contesto è diverso. Le elezioni del 2022 hanno prodotto una maggioranza insolitamente coesa grazie alla netta affermazione del centro-destra nei collegi decisivi, consegnando al Paese un governo tra i più stabili della storia repubblicana. Una stabilità che si riflette anche sul piano internazionale, in termini di credibilità, mercati e investitori. Continua a leggere