Incontro Presidenti Putin e Trump come giudicare i risultati?

Occorre innanzi tutto ricordare che dopo un lungo apparente idillio il Presidente Trump, deluso dal comportamento del Presidente Putin, all’inizio di luglio aveva intimato al leader russo di porre fine alla guerra entro cinquanta giorni di tempo, minacciando in caso contrario dure sanzioni economiche. Un avvertimento assolutamente ignorato dal Cremlino che anzi aveva intensificato la sua azione offensiva. Una reazione che aveva portato il 29 luglio il Presidente americano ad anticipare il suo ultimatum all’8 agosto, cui peraltro avevano fatto seguito minacce anche nucleari da parte del leader russo Medvedev e la risposta americana del “posizionamento di due sottomarini nucleari nelle regioni appropriate”. Con il Presidente Putin che peraltro aveva continuato a ribadire le sue condizioni per arrivare alla pace: riconoscimento come russe della Crimea e delle quattro regioni parzialmente occupate e rinuncia di Kiev a entrare nella Nato. Continua a leggere

Un quadro geopolitico in evoluzione: ultimatum di Trump e riconoscimento dello Stato di Palestina

Il 14 luglio Il Presidente Trump aveva lanciato un primo avvertimento a Putin, dandogli cinquanta giorni di tempo per mettere fine alla guerra in Ucraina e ipotizzando in caso contrario dure sanzioni economiche. La risposta del Cremlino nei giorni successivi è stata quella di una intensificazione degli attacchi contro l’Ucraina colpendo anche Kiev e senza fare differenze tra obiettivi connessi con infrastrutture strategiche o semplici abitazioni. Continua a leggere

Le esigenze della difesa tra minacce percepite e reali

Troppe volte si fa confusione fra minaccia, percezione della stessa e le effettive esigenze della difesa. La minaccia è qualcosa di reale e di misurabile attraverso l’analisi delle informazioni sull’avversario, le conoscenze tecniche degli armamenti, la tipologia e l’entità degli stessi, il numero degli uomini disponibili, l’addestramento e la quantità di quelli combat-ready, l’entità delle riserve ed in particolare di quelle addestrate e cosi via. Continua a leggere

Conflitti commerciali e conflitti militari: diplomazia e negoziazione le “armi” decisive

L’evento più importante di questo ultimo periodo è stata la recente Conferenza di Roma sulla ricostruzione dell’Ucraina e non solo per la grande partecipazione , come dichiarato dal primo vicepremier ucraino Oleksii Sobolev : «È stata la conferenza più grande e produttiva mai organizzata», ma soprattutto per la concretezza dei risultati: oltre duecento accordi firmati ,di cui 40 italiani, più di dieci miliardi di euro mobilitati, seimila delegati da settanta Paesi e quarantacinque organizzazioni internazionali . Continua a leggere

La pace attraverso la guerra?

Il 12 e 13 giugno u.s. Israele ha attaccato l’Iran con lo scopo dichiarato di bloccare il programma nucleare iraniano, avendo da sempre ritenuto che lo stesso non sia solo a fini civili pacifici ma anche finalizzato alla realizzazione dell’arma nucleare e tenuto conto che l’Iran persegue da sempre la distruzione dello Stato di Israele. Un attacco che probabilmente ha trovato spunto anche dopo che l’Agenzia internazionale per l’energia atomica aveva lanciato l’allarme sul raggiungimento iraniano di una certa percentuale di arricchimento dell’uranio, necessaria per raggiungere la produzione di un arma nucleare. Continua a leggere

Medio Oriente in fiamme

Da sempre Israele ha considerato come minaccia primaria al suo diritto di esistere ovvero alla sua sopravvivenza il programma nucleare dell’Iran.
Per questo ritenendo che tale programma fosse ormai prossimo alla produzione di armi atomiche se non già raggiunto, Israele, nella notte tra il 12 e 13 giugno, ha lanciato l’operazione, preparata da anni, ‘Rising Lion’. Continua a leggere