Intervento a Radio Libertà del Prof. Giampaolo Azzoni
Oggi, 11 febbraio, interverrà in diretta il prof. Giampaolo Azzoni Professore Ordinario e già Prorettore Vicario dell’Università di Pavia
– Sito Web

Oggi, 11 febbraio, interverrà in diretta il prof. Giampaolo Azzoni Professore Ordinario e già Prorettore Vicario dell’Università di Pavia
Secondo la nostra Costituzione, il giudice deve essere “terzo e imparziale” (art. 111, secondo comma). Il senso della riforma che saremo chiamati a confermare con il referendum è proprio quello di rafforzare queste due caratteristiche in modo che il giudice non solo sia, ma anche appaia, terzo e imparziale, senza alcun dubbio o sospetto. Continua a leggere
Facciamo subito chiarezza: la riforma non interviene sul primo comma dell’articolo 104 Cost. che garantisce l’indipendenza e l’autonomia della magistratura. Una delle tante fake news che purtroppo si leggono in questo periodo. Ma andiamo al merito delle questioni. La separazione delle carriere ha la funzione di metter fine ad un sistema di condizionamenti legati alla logica della colleganza che non si attenua certo perchè sono pochi i casi di alternanza delle funzioni fra magistrati. Continua a leggere
L’obiettivo di garantire ai cittadini un giusto processo è perseguito da molti anni e da tanti governi. La riforma del codice di procedura penale dell’allora ministro Vassalli (socialista) introdusse in Italia il sistema accusatorio che si basa sulla assoluta e totale parità tra accusa e difesa. Le aule di giustizia subirono una radicale trasformazione quando, per effetto della riforma, il banco del pubblico ministero venne allineato a quello della difesa. Continua a leggere
Molto spesso le risposte ai nostri problemi e dilemmi quotidiani sono già scritte; è sufficiente cercarle per trovarle ed applicarle al caso concreto. È questo il caso della risposta da dare al quesito referendario sulla giustizia previsto per il 22 e 23 marzo. Continua a leggere
La riforma che costituzionalizza la separazione delle carriere dei magistrati inquirenti e di quelli giudicanti arriverà presto al vaglio referendario. Il dibattito si fa di giorno in giorno più intenso. Al netto delle varie fake circolanti, si susseguono argomentazioni sempre più analitiche in merito a vari aspetti tecnici che l’intervento normativo implica. Si tratta di uno sforzo senz’altro apprezzabile, anche se è alto il rischio di una frammentazione problematica che può lasciare indifferente chi non abbia specifiche competenze giuridiche e di allontanare dal voto. In definitiva, i cittadini sono chiamati a dare il loro ‘SI’ o ‘NO’ sulla riforma nel suo complesso e, perciò, è di sicuro più promettente soffermarsi su due suoi pilastri che ne qualificano la portata. Continua a leggere