Il dono dei Greci e dei Romani all’Occidente

L’espressione del noto documento voluto dal Ministro Valditara (“Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione”) a proposito dell’insegnamento della storia (Ernesto Galli della Loggia che cita Marc Bloch): “solo l’Occidente conosce la storia”, ha provocato, giorni or sono, la risposta a mitraglia di Franco Cardini su ‘Il Fatto quotidiano’. Confucio, Arabi, Bramini: le erudite citazioni servirebbero a smantellare il merito così riconosciuto alla storiografia dell’Occidente. Continua a leggere

L’orgoglio di essere parte dell’Occidente

“Solo l’Occidente conosce la storia”. Si legge nell’incipit delle Nuove Indicazioni Nazionali volute dal Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. L’affermazione ha suscitato critiche. La si è tradotta in “solo l’Occidente ha una storia”, negandola di conseguenza per tutti gli altri. Non è così. Sulla scia del pensiero di Claude Lévi-Strauss, l’ha chiarito icasticamente Galli della Loggia: la storia in Occidente si è precisata come riflessione sugli accadimenti, ricerca della loro genesi, dei collegamenti e delle conseguenze. Possiamo dire che in quell’area geo-storica si è avuta la trasformazione della storia da semplice “ricordo” in “esercizio intellettuale” che produce una “impronta” del mondo nel segno della dinamicità per il fatto di proiettare il ricordo nel futuro. Continua a leggere

Il richiamo dell’occidente: libertà, scienza, democrazia

Vi è, oramai diffusa, l’insopportabile tendenza a criticare, in modo tanto impietoso quanto menzognero, tutto quanto attiene alla cultura occidentale. Non solo nel suo eccellente patrimonio di conoscenze ed esperienze, già di per sé disdicevole. Ma, soprattutto, viene delegittimata l’essenza stessa della identità occidentale, quell’universo simbolico collettivo che permea la condivisione di valori, credenze e, perfino, il modo di percepire sé stessi ed il mondo. Un discredito che è particolarmente vivace nei contesti intellettuali occidentali ove illustri accademici ed opinionisti si dilettano a mettere in dubbio la stessa legittimità dell’occidente come modello di civiltà. Con argomentazioni sofisticate, ma talvolta più volgari, sono messi in discussione i fondamenti stessi del nostro sistema democratico, in realtà il migliore al mondo perché basato sulla autodeterminazione dei cittadini. Sono sminuiti e descritti come decadenti i valori di libertà, laicità e rispetto dei diritti umani a vantaggio di sistemi teocratici e tirannici costruiti su terrore e violenza. Continua a leggere

Ripudio dell’Occidente e diritti umani

Le nuove indicazioni nazionali per la scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione sono state criticate in quanto esprimerebbero la certezza della superiorità dell’Occidente.
Tuttavia, si può affermare che esistono conquiste di libertà che sono patrimonio esclusivo dell’Occidente, come le dichiarazioni dei diritti dell’uomo, in America nel 1776 e in Francia nel 1789, e come il movimento europeo per le costituzioni che infiammò il 1848. I fautori del costituzionalismo, infatti, come ricordava von Hayek, individuarono proprio nella separazione dei poteri lo strumento per assicurare le libertà fondamentali contro il dispotismo del potere. Al contrario, storia e cultura orientali sono contrassegnate dal dispotismo. Continua a leggere

Nell’occidente medievale le radici della moderna economia

La centralità della conoscenza della storia dell’Occidente, non solo per ragioni di prossimità culturale, ma anche come grande momento di autocoscienza personale e collettiva, è stata di recente ribadita dalle nuove “Indicazioni nazionali per il curricolo” del ministro Valditara.
La chiarezza e la precisione delle indicazioni fornite è confermata dal dibattito che se ne è generato, alimentato, come spesso accade, dalle sensibilità anti-occidentali che sono proprie della libertà di espressione e di pensiero dell’Occidente stesso, prevalentemente ignote al di fuori di esso.
Franco Cardini ha passato in rassegna la compresenza di elementi di sviluppo sociale, culturale e tecnologico in tradizioni geograficamente remote e storicamente antiche, o più antiche di quelle Occidentali. Tuttavia, la considerazione che le civiltà non sono “monadi senza finestre”, che nella storia dell’umanità possono esservi e vi sono stati contatti, relazioni, ibridazioni, non può tradursi nella rinuncia all’analisi storica dei contesti specifici. La storia, in tal modo, diverrebbe come la notte in cui tutte le vacche sono nere. Continua a leggere

Galileo e la nascita del metodo scientifico in Occidente

Quando sei nato a Firenze, hai studiato fisica nella Aedes Galilaeo Sacrae, e nella vita hai pure avuto l’onore di dirigere l’Istituto Nazionale di Ottica sulla collina di Arcetri, è difficile non farsi trascinare dall’entusiasmo quando parli di Galileo Galilei e del metodo che da lui prende il nome. È difficile perché è impossibile sopravvalutarne la portata, dato che il metodo galileiano è il fondamento ed il cuore di quel travolgente sforzo di comprensione della realtà che è la scienza moderna. Continua a leggere