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La libertà di espressione ha alle spalle una storia lunga, conflittuale e mai pacificata. Da Montaigne a Pierre Bayle, da Spinoza a Locke, il pensiero occidentale ha costruito con fatica l’idea che esista uno spazio irriducibile dell’opinione che non può essere sottoposto al controllo del potere politico, religioso o morale. Tutti, almeno a parole, si proclamano oggi sostenitori del free speech, ma quando questo diritto si sostanzia in idee sgradite, urticanti o minoritarie, il consenso astratto si trasforma rapidamente in richiesta di limitazioni, divieti, esclusioni.


DA OGGI IN LIBRERIA

LA RIVOLUZIONE DEL BUON SENSO
Per un Paese normale

Giuseppe Valditara


copertina La rivoluzione del buon senso Giuseppe Valditara

Agli eccessi del wokismo e alle derive del massimalismo, è necessario contrapporre una riflessione culturale che si ispiri ai valori di libertà, parta da una seria considerazione della realtà, ripristini il fondamentale principio del buon senso. Centralità della persona e cultura del rispetto, responsabilità individuale e considerazione dell’autorità, doveri e non solo diritti, importanza del lavoro frutto del talento e dell’impegno, sicurezza come libertà dalla paura, riscoperta della nostra storia, consapevolezza della nostra identità, fierezza della nostra civiltà: sono i pilastri culturali di una moderna azione di governo. Attraverso un’analisi storica accurata, il libro costituisce un contributo essenziale per delineare una visione solida e coerente, radicata nella tradizione ma capace di affrontare le complessità del mondo contemporaneo. Una visione di futuro che restituisce alla parola Patria il significato di ciò che siamo stati, siamo oggi e vogliamo essere un domani. L’orgoglio italiano per il Paese che verrà.