Educare al rispetto: non basta insegnare ciò che non si deve fare

Le nuove Linee Guida per l’Educazione Civica nelle scuole attribuiscono un ruolo centrale, fortemente sostenuto dal ministro Giuseppe Valditara, alla educazione al rispetto. Ma ciò pone una questione fondamentale: come si insegna il rispetto?
Non si tratta di insegnare le buone maniere, ma accompagnare bambini e adolescenti in un processo volto a riconoscere l’altro come soggetto autonomo, dotato di dignità, portatore di bisogni, desideri, volontà e sentimenti anche quando dissimili dai nostri. Nemmeno se preda di forti emozioni, come essere follemente innamorati, gelosi, arrabbiati, si ha il diritto di aggredire l’altro. Continua a leggere

Carne, Spirito e Verità: La pittura di Giovanni Gasparro e la rivincita della Forma

Le arti figurative racchiudono, nelle loro pieghe, le stratificazioni dei volti e delle strutture, della società ponendosi come sintesi visiva della cultura stessa di cui si fanno espressione, in tutte le sue evoluzioni e cristallizzazioni. E’ così che, superando con la loro potenza visiva il magma del relativismo, anche estetico, odierno, esse costituiscono lo specchio culturale delle nostre radici e della nostra identità. Continua a leggere

La Matematica sarà la prossima vittima dell’AI?

Nel maggio del 1997 accadde qualcosa che, con il senno di poi, possiamo considerare uno dei momenti simbolici della rivoluzione digitale. Deep Blue, il supercomputer costruito da IBM, sconfisse Garry Kasparov, allora campione mondiale di scacchi, in un match giocato secondo le normali regole da torneo. Non era la prima volta che una macchina giocava a scacchi. E non era neppure la prima volta che Deep Blue affrontava Kasparov: l’anno precedente il campione russo aveva ancora vinto il match. Ma nel 1997 avvenne il sorpasso. Per la prima volta un computer sconfiggeva il campione mondiale in carica in un incontro completo. Deep Blue era capace di analizzare fino a 200 milioni di posizioni al secondo. La forza bruta del calcolo, unita a sofisticate funzioni di valutazione e a un enorme patrimonio di conoscenza scacchistica, aveva superato uno dei più straordinari cervelli scacchistici della storia. Negli anni successivi la superiorità dei programmi sui giocatori umani divenne sempre più netta. Oggi nessun campione del mondo umano potrebbe realisticamente competere con i migliori motori scacchistici. Il problema “uomo contro macchina”, negli scacchi, ha semplicemente cessato di essere interessante. Eppure, gli scacchi non sono morti. Continua a leggere

Energia e sviluppo

È possibile in un paese industrializzato raggiungere l’indipendenza energetica ossia disporre di tutta l’energia necessaria al paese senza dipendere da nessuno? La risposta è facile. L’obiettivo è utopico. Ad eccezione degli USA, tutti i paesi dipendono da fornitori terzi di fonti primarie per percentuali superiori al 50%. Di conseguenza, è importante potersi approvvigionare subendo in maniera ridotta le evoluzioni negative del mercato energetico mondiale. La dipendenza energetica dall’estero, come vedremo è fortemente dipendente dal mix energetico (fossili, rinnovabili e nucleare) che approvvigiona il paese e influenza il binomio disponibilità e prezzo. La scelta del mix più resiliente è vitale per la sostenibilità economica di ogni paese. Continua a leggere

Più peso al voto: la sfida dello Stabilicum

Gli Italiani votano per liste, coalizioni, programmi e leader che si presentano per governare. Ma il Governo che nasce dal voto non sempre è quello che gli elettori avevano immaginato. È su questa distanza, progressivamente accentuatasi dagli anni ’90, che interviene lo Stabilicum, la riforma elettorale proposta dal Governo Meloni. La riforma cerca di restringere questa distanza, senza modificare formalmente la forma di governo. Non introduce l’elezione diretta del Presidente del Consiglio, non modifica le attribuzioni del Presidente della Repubblica previste dall’articolo 92 e non elimina il rapporto fiduciario tra Governo e Parlamento previsto dall’articolo 94. Cerca, invece, di fare in modo che il risultato elettorale abbia un peso maggiore nella formazione della maggioranza destinata a sostenere l’Esecutivo. Continua a leggere

Robot perturbanti: l’invasione della robotica tra scenari distopici e realtà

Nell’ormai lontano 1970 un professore giapponese di robotica, Masahiro Mori, condusse un esperimento che mirava a rilevare quante e quali emozioni suscitasse nell’essere umano il confronto con entità non-umane o mostruose. Ricorrendo a un grafico cartesiano sul quale era riprodotta una scala di mostri, robot, esseri fantastici e a una lunga serie di interviste, Mori dimostrò come al crescere del tasso di antropomorfizzazione dell’essere non-umano crescesse il disagio nell’osservatore. Quell’esperimento, vastamente dibattuto e criticato negli anni seguenti, è conosciuto oggi come ‘Valle del Perturbante’, con un nome dal chiaro aroma freudiano. Più la macchina intelligente assume sembianze simili a quelle dell’uomo, o realizza opere o gesti simili a quelli di un umano, più l’essere umano prova un profondo disagio. Una lezione in fondo recuperata dalla stessa fantascienza, si pensi all’ufficiale medico ‘sintetico’ del film Alien. Questa lezione torna preziosa in giorni egemonizzati da un dibattito vertente sulle mirabolanti imprese di robot umanoidi. Continua a leggere