Un “accordo di pace” o un “accordo per la pace”

Alla fine di settembre la Casa Bianca aveva illustrato un Piano per riportare la pace tra Israele e Hamas, frutto di una serie di contatti e mediazioni con vari paesi del Medio Oriente. Un Piano con una prima fase basata sulla restituzione da parte di Hamas di tutti gli ostaggi, vivi e deceduti, e sul contestuale ritiro delle Forze Armate Israeliane (IDF) su una linea concordata. Un Piano con obiettivo finale una pace reale e duratura nell’Area basata su alcuni passaggi essenziali quali: il dispiegamento a Gaza di una Forza internazionale di stabilizzazione temporanea, costituita da partner arabi e internazionali con la collaborazione degli Stati Uniti, l’affidamento del Governo di Gaza ad un comitato palestinese tecnocratico e apolitico, la possibilità di un percorso verso l’autodeterminazione e la statualità palestinese. Continua a leggere

La Francia è a un bivio e se lo nasconde

La situazione politica in Francia è molto ingarbugliata. Le elezioni legislative volute nel 2024 da Emmanuelle Macron si sono rivelate una ‘mossa’ azzardata. Il suo partito aveva ottenuto alle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo meno della metà dei voti del Rassemblement National, il partito di opposizione e di destra capeggiato da Marine Le Pen e Jordan Bardella. La speranza di Macron era forse di ribaltare l’esito del voto europeo oppure, in caso di vittoria del Rassemblement National, di offrirgli la guida del governo e dimostrare che non ne fosse all’altezza, indebolendolo in vista delle elezioni per la nomina del nuovo Presidente della Repubblica nel 2027. Continua a leggere

Coniuncta cura: la trasparenza finanziaria nel pontificato di Leone XIV

Con la Lettera apostolica in forma di motu proprio Coniuncta cura sulle attività di investimento finanziario della Santa Sede del 29 settembre 2025, papa Leone XIV affronta il delicato tema delle finanze vaticane e della loro gestione. Essa si pone in importante continuità anche con la stipula della Convenzione monetaria stipulata tra lo Stato Città del Vaticano e l’Unione Europea che ha comportato, con l’adozione dell’euro, la necessità di applicare alle finanze vaticane tutta una serie di accordi legati alla trasparenza finanziaria e al contrasto al riciclaggio. A tel proposito è stata creata l’ASIF che, seppure formalmemte legata alla Santa Sede, di fatto svolge una importante opera di controllo su tutti i flussi finanziari legati anche al piccolo Stato. Continua a leggere