Come dovrebbe essere ben noto a tutti coloro che si interessano di economia, e dunque in modo particolare a politici e giornalisti, in Italia la pressione fiscale – cioè il rapporto tra introiti della tassazione e reddito totale – è situata a quote parecchio elevate: tanto per intenderci, nel 2025 essa era pari al 43 percento circa, in salita rispetto al 42,6 percento del 2024. All’avvicinarsi delle elezioni nel 2027 nessuno dovrebbe parimenti stupirsi del fatto che esponenti svariati della coalizione di centro-sinistra, e in particolare del PD, ripropongano il progetto di “mettere la patrimoniale”, senza avere la vaga decenza di notare che si tratterebbe di una NUOVA imposta patrimoniale, in quanto già esistono l’IMU sugli immobili diversi dalla prima casa (scadenza 16 giugno, per chi non lo sapesse) e l’imposta di bollo sulle attività finanziarie detenute (con aliquota dello 0,2% annuo). Continua a leggere