Michele Bonacchi, Avvocato del Foro di Genova
Le nuove indicazioni nazionali per la scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione sono state criticate in quanto esprimerebbero la certezza della superiorità dell’Occidente.
Tuttavia, si può affermare che esistono conquiste di libertà che sono patrimonio esclusivo dell’Occidente, come le dichiarazioni dei diritti dell’uomo, in America nel 1776 e in Francia nel 1789, e come il movimento europeo per le costituzioni che infiammò il 1848. I fautori del costituzionalismo, infatti, come ricordava von Hayek, individuarono proprio nella separazione dei poteri lo strumento per assicurare le libertà fondamentali contro il dispotismo del potere. Al contrario, storia e cultura orientali sono contrassegnate dal dispotismo.
I diritti umani nascono dall’incontro tra filosofia greca, diritto romano (che riconobbe lo status del civis romanus), ebraismo (per la rivelazione della sacralità dell’uomo, creato ad immagine e somiglianza di Dio) e cristianesimo che, con la nozione di persona, rese universale la dignità umana.
Con tale concetto, il tomismo svolse un ruolo centrale nell’evoluzione storica, dapprima “esorcizzando” dalla sua origine pagana e laicizzando il diritto romano e, in seguito, con la Scuola di Salamanca, dando un notevole contributo al diritto moderno combattendo le conversioni forzate e la schiavitù degli Indios come ricorda Antonio Padoa Schioppa nella sua Storia del diritto in Europa.
Ancora oggi la proclamazione dell’eguaglianza tra uomo e donna, della Dichiarazione ONU dei diritti dell’Uomo del 1948 resta avversata da movimenti ed esponenti dell’Islam come sottolinea ancora Padoa Schioppa, con buona pace dei critici del preteso patriarcato occidentale i quali non protestano mai contro il vero patriarcato dei regimi dispotici.
I c.d. nuovi diritti, parte della piattaforma delle Sinistre in Europa ed in America, offrono una chiara rappresentazione dei rischi del ripudio della cultura occidentale considerata a torto, come si è detto, imperialista, razzista e maschilista dalle ideologie del politically correct e da quella Woke.
Una recente sentenza della Corte Costituzionale (115/2025) ha imposto all’INPS di riconoscere il congedo parentale al c.d. genitore intenzionale, in quanto, diversamente, sarebbe discriminato atteso che sarebbe “ben possibile identificare nelle coppie omogenitoriali femminili una figura equiparabile a quella paterna”. La contraddizione è evidente, perché in tal modo la diversità della donna gay e genitore intenzionale sparisce: più ancora, si può dire che il desiderio diventa un diritto soggettivo.
Diversamente, con la Sentenza 221/2019, la Corte Costituzionale aveva confermato il divieto per le coppie gay della fecondazione assistita osservando che questa è finalizzata a rimuovere patologie della fertilità, e non a realizzare i desideri di genitorialità delle coppie gay nelle quali l’infertilità è “fisiologica”.
Abbandonare la tradizione occidentale significa contraddire i grandi principi per cui i diritti umani sono libertà dal dispotismo statale e non pretese di gruppi di pressione per ottenere provvidenze pubbliche o la realizzazione di meri desideri.
