La Mostra del Cinema di Venezia sa guardare ai nostri giovani

Vincenzo Mannino, Professore emerito all’Università Roma Tre

Le luci sull’82^ Mostra del Cinema di Venezia si sono spente. Il Leone d’Oro è andato a Jim Jarmush per il suo “Father Mother Sister Brother”. Il Leone d’Argento Gran Premio della Giuria al film “The Voice of Hind Rajab” della regista tunisina Kawthar ibn Haniyya. Il Leone d’Argento per la migliore regia a Benny Safdie per “The Smashing Machine”. La Coppa Volpi per il miglior attore a Toni Servillo per il film “La Grazia” di Paolo Sorrentino, mentre quella per la migliore attrice è andata alla cinese Xin Zhilei, interprete di “The Sun Rises On Us All” del regista Cai Shangjiun. Per la migliore sceneggiatura è stato premiato il film “A Pied D’Oeuvre” di Valérie Donzelli. Il premio Mastroianni per il miglior attore emergente è andato all’attrice Luna Wender. Il regista Gianfranco Rosi ha ricevuto il Premio Speciale della Giuria per il lavoro “Sotto le nuvole”. Nella sezione Orizzonti sono stati premiati due interpreti di film italiani: Benedetta Porcaroli per “Il rapimento di Arabella” di Carolina Cavalli e Giacomo Covi per il film “Un anno di scuola” di Laura Samani.

Una certa delusione ha causato l’esclusione dei film in concorso “Duse” di Pietro Marcello, “Elisa” di Leonardo Di Costanzo e “No Other Choice” del coreano Park Chan-wook. Vedremo quale sarà il verdetto del pubblico.

Suscita qualche perplessità la poca risonanza avuta da due premi che segnano la lungimirante attenzione della Mostra per le nuove generazioni.

Il primo di questi due premi, “Da uno sguardo: film di studentesse e studenti contro la violenza maschile sulle donne”, è stato istituito nel 2024. L’hanno promosso il Ministero dell’Istruzione e del Merito, il Dipartimento per le Pari Opportunità e il Ministero della Cultura. Le studentesse e gli studenti delle scuole secondarie di I e II grado sono invitati a realizzare cortometraggi sulla piaga della violenza contro le donne, sulle sue dinamiche e sulle sue conseguenze, ponendo al centro il valore del rispetto reciproco e l’esigenza di superare gli stereotipi di genere. Le opere ritenute più promettenti da una giuria sono presentate e premiate nell’ambito della Mostra.

Il secondo premio, il “Leoncino d’Oro” è stato istituito nel 1989. Ha tra i suoi promotori Agis-Scuola, A.N.E.C., l’Accademia del Cinema Italiano e, nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, il Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. Viene assegnato da una giuria nazionale di studentesse e studenti della scuola italiana al film che meglio ritengono parlare alle giovani generazioni. I giurati hanno la possibilità di partecipare alla Mostra, visionare i film in concorso, incontrare i protagonisti del cinema. Il Leoncino d’Oro è andato quest’anno al film The Voice Of Hind Rajab della regista tunisina Kaouther Ben Hania enell’ambito della cerimonia di premiazione è stata anche assegnata la Segnalazione Cinema for UNICEF.

Le due iniziative sono di evidente rilievo culturale e pedagogico. I giovani non sono solo spettatori, ma divengono ‘protagonisti’ nel mondo del cinema. André Bazin, uno dei maggiori teorici e studiosi della ‘settima arte’, sosteneva che il cinema è ‘l’impronta digitale del mondo’. Il cinema racchiude una magia unica. Cattura lo spazio e lo scorrere del tempo. È linguaggio della realtà nel suo divenire. Consente comparazioni fra passato e presente. Fa percepire con estrema immediatezza problematiche individuali e sociali. Il contributo del Ministero dell’Istruzione e del Merito è essenziale per la realizzazione dei due premi. Senza le sue strutture e soprattutto senza la partecipazione attiva dei giovani i premi resterebbero sulla carta. In ogni caso, i giovani ‘vedono’ il cinema nel suo farsi. Questa conoscenza contribuisce a ‘scoprire’ i propri talenti. Anche nella possibile proiezione lavorativa, permettendo di accostarsi alle molteplici professionalità che popolano il mondo cinematografico e audiovisivo. Tutto ciò si coniuga specificamente con lo sforzo del Ministro Valditara per personalizzare sempre più la scuola, mettendo al suo centro i giovani.