Antonio Fuccillo, Ordinario di Diritto Ecclesiastico ed interculturale all’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”
Eletto al soglio pontificio l’8 maggio 2025, Robert Francis Prevost è papa Leone XIV.
Nato a Chicago nel 1955 e formatosi presso il Seminario Minore dei Padri agostiniani, si è laureato in Matematica e ha conseguito la Licenza in Filosofia. Nel 1982 è stato ordinato sacerdote a Roma dove ha completato gli studi in Diritto canonico presso la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino.
Il nome che Prevost ha dato a sé stesso succede a quello di Leone XIII, il pontefice della prima enciclica sociale Rerum Novarum. Questa scelta può essere letta come un indice della direzione che Leone XIV intende dare al suo pontificato: rinforzare la dottrina sociale della chiesa come argine alle ideologie contro gli estremismi.
Leone Magno fu poi colui che fermò i “barbari” armato di una semplice croce. Allo stesso tempo Leone era l’amico più caro di San Francesco.
Il profilo di interesse del pontefice è duplice.
È uomo di curia. Dal 2018 al 2023 è stato vicepresidente della Conferenza episcopale peruviana e Presidente della Commissione per la Cultura e l’Educazione. È stato membro del Dicastero per la Dottrina della Fede, per le Chiese orientali, per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, per la Cultura e l’Educazione e del Dicastero per l’evangelizzazione, oltre ad essere stato parte del Dicastero per i testi legislativi e della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano.
Nel gennaio del 2023 è stato nominato Prefetto del Dicastero per i Vescovi e Presidente della Pontificia Commissione per l’America Latina. Nel luglio dello stesso anno è stato chiamato a far parte del Collegio cardinalizio.
È uomo missionario. Ha prestato servizio in Perù come cancelliere della Diocesi di Chulucanas, è stato Direttore della formazione degli aspiranti agostiniani in diverse realtà diocesane peruviane, nonché docente di Diritto Canonico, Patristica e Morale. I frutti di questo carisma sono stati così evidenti che Francesco nel 2014 lo ha nominato Amministratore apostolico della Diocesi di Chiclayo in Perù dove ha ricevuto la consacrazione episcopale.
Uomo colto e di Curia con un cuore aperto dalle esperienze missionarie.
Tra questi profili esiste una stretta connessione. L’incarico pontificio si pone in continuità con la natura missionaria di Leone XIV per il quale servire la Chiesa da Roma o dal Perù è essere al servizio del suo Fondatore: «Dobbiamo cercare di essere insieme una Chiesa missionaria, che costruisce ponti e dialogo, sempre aperta a ricevere, come questa piazza, con le braccia aperte, tutti coloro che hanno bisogno della nostra carità, della nostra presenza, del dialogo e dell’amore».
Costruire ponti di pace quindi attraverso una nuova dottrina sociale è l’auspicio che sembra emergere dalla figura del nuovo Papa.
‘In Illo Uno Unum’: questo è il motto episcopale di Leone XIV che rimanda all’espressione con cui Sant’Agostino invitava tutti i cristiani ad essere uniti in Cristo.
Da agostiniano avrà certamente chiaro il valore delle conversioni e l’importanza delle “confessioni”, cuori nuovi aperti al messaggio di Cristo quale valore dell’uomo e portatore di pace.
