Luigi Marco Bassani, Ordinario di Storia delle Dottrine Politiche Unipegaso
Una delle promesse fondamentali su cui si è costruita la legittimità dello Stato moderno è stata quella di garantire la pace interna, ponendo fine ai conflitti che laceravano le comunità e stabilendo un ordine saldo entro confini ben definiti. Questa promessa, tuttavia, è rimasta a lungo disattesa. Per secoli, infatti, la violenza non è affatto scomparsa dalle società statizzate. Se a livello internazionale la guerra era regolata e gestita dagli stessi governi, all’interno dei confini nazionali la pacificazione procedeva a rilento.
In particolare, i livelli di criminalità violenta – omicidi, aggressioni, stupri, rapimenti di persona – sono rimasti piuttosto elevati per buona parte della storia contemporanea. In alcune aree del mondo, in particolare negli Stati Uniti, la violenza urbana ha rappresentato una vera e propria piaga sociale fino a pochi decenni fa, tanto da mettere in discussione l’effettiva capacità dello Stato di mantenere l’ordine e proteggere i cittadini.
Eppure, negli ultimi anni, stiamo assistendo a un fenomeno sorprendente e in parte ancora difficile da spiegare: un drastico calo degli omicidi in quasi tutte le regioni del pianeta. Si contano sulle dita di una mano i paesi nei quali il tasso di omicidi è aumentato nell’ultimo quarto di secolo, mentre il resto del mondo ha visto una costante diminuzione dei reati violenti.
I dati relativi agli Stati Uniti, in particolare, mostrano una riduzione impressionante della violenza, che ha pochi precedenti nella storia recente. Questo trend positivo solleva interrogativi affascinanti sulle dinamiche sociali, culturali e istituzionali che stanno trasformando il volto della sicurezza pubblica a livello globale. Con poco più di duecentoventi milioni di abitanti, nel 1980 gli Stati Uniti contarono 23.040 casi di omicidio, con un tasso di 10,2 ogni 100.000 abitanti. Oggi la popolazione è di circa centotrenta milioni in più, ma il tasso di omicidi è della metà per un totale di circa 14.000 omicidi. Nel primo trimestre del 2025, le principali città statunitensi hanno registrato un calo degli omicidi del 21% rispetto allo stesso periodo del 2024, indicando una tendenza al ribasso.
Le spiegazioni correnti, che sarebbero subito abbracciate dagli europei, ossessionati dalla pericolosità di lasciare le armi nelle mani dei cittadini, comprendono molti fattori, ma si concentrano sulle politiche di controllo delle armi e sul miglioramento delle strategie di polizia repressivi.
Concentriamoci sul controllo delle armi. La percentuale di cittadini armati è rimasta costante, ma il numero delle armi da fuoco possedute dagli americani è letteralmente esploso rispetto a quasi mezzo secolo or sono. Se nel 1980, circa il 50,3% degli adulti statunitensi dichiarava di possedere personalmente un’arma da fuoco oggi si stima che vi siano oltre 500 milioni di armi da fuoco in possesso dei civili negli Stati Uniti, vale a dire quasi un’arma da fuoco e mezzo per ogni cittadino statunitense, inclusi adulti e bambini.
Le armi ovviamente non sparano da sole e la violenza non è affatto causata dalla circolazione delle armi, contrariamente a quanto credono molti cittadini europei.
Quali potrebbero essere le spiegazioni? Giacché è impossibile che sia aumentato il tasso di bontà fra la popolazione americana (o mondiale), azzarderei un’ipotesi piuttosto semplice. L’aumento enorme della ricchezza americana dal 1980 ad oggi ha reso la stragrande maggioranza della popolazione partecipe di una vita decorosa e borghese. Il che vuol dire che pochissimi sono coloro i quali non hanno nulla da perdere. Più si ingrossano le fila di chi vive del proprio lavoro e abbastanza decentemente, più si assottigliano quelle dei potenziali delinquenti. Seppure mai nessuna società nella storia sia mai riuscita a risolvere il problema della marginalità estrema – oggi in America settecentosettantamila persone sono senza tetto – il calo degli omicidi mostra che la devianza che spinge verso la delinquenza diminuisce costantemente.
In breve, il benessere, lungi dal provocare aumenti della criminalità, ha proprio l’effetto opposto: fa sì che sempre più persone non abbiano alcuna intenzione di passare una parte della propria vita in galera. Il decoro borghese sta proprio nel non mettere nel conto di finire in un penitenziario.
