Loredana Perla, Coordinatrice della commissione ministeriale di revisione delle Indicazioni Nazionali per il curricolo
Era l’estate del 1998 e le radio italiane mandavano spesso nell’etere la canzone degli Jarabe de Palo che nel refrain ripeteva la frase citata. Il testo originale dallo spagnolo suonava grosso modo così: “Se il bianco è bianco, se il nero è nero, se uno più uno è due, quanto sono esatti i numeri … Dipende!”.
La canzone invitava a riflettere su quanto i punti di vista, sebbene legittimi e propri di uno spirito vivo e critico, se assunti in modo acritico portano paradossalmente alla chiusura e, quel che è peggio, allo stravolgimento della realtà delle cose (a mettere un dubbio “che il bianco sia bianco” o l’esattezza dei numeri).
È l’inizio dell’estate del 2025, esattamente il 27 giugno 2025, giorno in cui il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione si è riunito in seduta plenaria per esprimere il parere sul Documento relativo alle “Indicazioni nazionali della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione”.
I giornali online che hanno come obiettivo solo quello di informare i propri lettori riferiscono “stando alle prime informazioni” (cit. TuttoScuola.com) che l’incontro “non ha portato a un parere pienamente favorevole o contrario” ma che il CSPI si “sarebbe limitato ad accompagnare l’esame del Regolamento con una serie di osservazioni articolate, trasmesse al Ministero dell’Istruzione e del Merito” e che si è in attesa del testo per una lettura più attenta.
Altri giornali online, invece, hanno dato “rappresentazioni” fuorvianti ai propri lettori (più o meno consapevoli di questo) – e titolano, ad es.:
• “Nuove Indicazioni Nazionali, il CSPI si spacca e il documento passa a maggioranza (23 sì e 8 no). Flc Cgil e Uil Scuola contrari: Testo irricevibile (cfr. Orizzonescuola.it)
• “Nuove Indicazioni nazionali 2025: il CSPI non dà nessun parere ma chiede diverse modifiche” (cfr. La Tecnica della Scuola.it)
Una veloce analisi a spanne ci fa notare che:
• nel primo caso, vi sarebbe, oltre che una contraddizione matematica – come fa ad essere “spaccato” un CSPI dove i 2/3 esprimono un parere positivo e 1/3 uno negativo? -, un’evidente sineddoche, la figura retorica che esprime una parte per il tutto – perché riferire solo il parere di quel 1/3 (appunto, una parte) senza dare spazio alla maggioranza?
• nel secondo caso, vi sarebbe niente meno che la negazione dell’evento stesso – come fa ad essere un “non parere” una votazione espressa? La psicologia ci insegna, in questo caso, che la negazione della realtà, ossia il rifiuto di accettare eventi, fatti o situazioni che sono oggettivamente veri, è un meccanismo di difesa psicologica, il più delle volte inconscio, che aiuta a gestire emozioni negative ma che, se persiste, può anche diventare disfunzionale.
In attesa di leggere il testo del parere del CSPI sul Documento relativo alle “Indicazioni nazionali della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione”, ossia di verificare – come invitavano a fare gli Jarabe de Palo – se “il bianco è bianco, il nero è nero”, ci sembra almeno doveroso mettere in guardia i lettori di certe testate online dai meccanismi – retorico-psicologici – alla base di certi articoli.
