Gen. Domenico Rossi già Sottocapo di SME e già SSS alla Difesa
Dopo l’incontro tra i Presidenti Putin e Trump del 15 agosto u.s. in Alaska l’attesa internazionale sui possibili sviluppi successivi era fortissima.
A fronte degli annunciati progressi nelle relazioni tra i due Paesi, che potevano infatti essere considerati un primo passo in avanti verso la pace, nulla di concreto sembrava essere stato raggiunto circa un cessate il fuoco o verso una prospettiva di pace giusta e duratura più volte auspicata dalla Comunità internazionale. In sintesi un incontro su cui è difficile il giudizio che poteva sembrare all’inizio favorevole al presidente Putin stante l’uscita dall’isolamento internazionale.
La nuova mossa del Presidente Trump non si è però fatta attendere. Il 18 agosto ha indetto uno specifico incontro con Zelensky e gli alleati europei: il segretario generale della Nato Mark Rutte, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e i leader Giorgia Meloni per l’Italia, Emmanuel Macron per la Francia, Keir Starmer per il Regno Unito, Friedrich Merz per la Germania, Alexander Stubb per la Finlandia.
Un summit finalizzato ad affrontare i nodi cruciali della guerra in Ucraina, addirittura interrotto per la volontà/necessità di Trump di interloquire direttamente con Putin. Un summit che sembrerebbe essersi concentrato sulla necessità sia di identificare le garanzie di sicurezza per l’Ucraina indispensabili per porre le basi alla pace sia di far incontrare il Presidente Putin e il Presidente Zelensky. Una richiesta che sembrerebbe essere stata accolta e che prevederebbe anche un successivo accordo trilaterale con la presenza garante degli Stati Uniti. Addirittura le indiscrezioni indicano un incontro bilaterale entro agosto in un Paese terzo. A tal fine molte indicazioni convergono sulla Svizzera e su Ginevra ma anche sull’Ungheria mentre Zelensky ha rifiutato l’invito a svolgere il meeting a Mosca,come da proposta russa.
Le dichiarazioni rilasciate dai vari leader nel dopo incontro con Trump,in senso generale e in estrema sintesi sono rivolte a ringraziare il Presidente Trump per i passi in avanti fatti nel processo di pace ed a ribadire l’unità dell’Europa nel sostegno all’Ucraina. In parte peraltro mostrano scetticismo sulla reale volontà di Putin di arrivare a una pace giusta e duratura.
Il Presidente Macron ha dichiarato di avere ribadito al presidente Trump” il nostro impegno a continuare a lavorare insieme per una pace forte e duratura che protegga gli interessi dell’Ucraina e la sicurezza degli europei. Questa pace implicherà necessariamente la concessione all’Ucraina di solide garanzie di sicurezza, sulle quali abbiamo deciso di lavorare in modo molto concreto con gli Stati Uniti. È anche chiaro per noi che la pressione sulla Russia dovrà continuare finché questa pace non sarà stabilita».
Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha evidenziato che senza l’intervento del presidente degli Stati Uniti Donald Trump lo stallo con il presidente russo Vladimir Putin sarebbe proseguito, e non si sarebbero compiuti progressi negoziali verso la fine del conflitto in Ucraina
ll primo ministro britannico, Keir Starmer, ha dichiarato di essere «molto soddisfatto» dei risultati dell’incontro odierno, in particolare dei progressi compiuti dai leader in due ambiti: «una svolta sulle garanzie di sicurezza» e «un reale progresso negli incontri bilaterali e trilaterali». «È quello che volevo che accadesse oggi e sono davvero contento che siamo arrivati a questo punto».
Zelensky ha ribadito che «non abbiamo bisogno di una pausa nella guerra, ma di una vera pace». Ha osservato che durante il vertice sono state discusse le garanzie di sicurezza per l’Ucraina e che gli Stati Uniti hanno «segnalato seriamente» la loro disponibilità a sottoscrivere tali garanzie. «L’Ucraina è pronta a incontrare Putin in qualsiasi formato», ha affermato Zelensky. Ciò fermo restando che L’Ucraina, secondo il Financial Times, avrebbe respinto la proposta di congelare l’attuale linea del fronte nel conflitto e/o di accettare concessioni territoriali.
La leader Italiana Giorgia Meloni invece ribadito, rivolgendosi al Presidente Trump, l’aspetto principale: “Se vogliamo garantire la pace dobbiamo farlo insieme, uniti. Lei può contare sull’Italia e supporteremo tutti i suoi sforzi verso la pace”.
Il premier britannico Keir Starmer nel corso del vertice multilaterale ha lasciato sue dichiarazioni: “………. quando parliamo di sicurezza, non parliamo solo della sicurezza dell’Ucraina, ma anche della sicurezza dell’Europa e del Regno Unito, ed è per questo che si tratta di una questione così importante”. E ancora: “Penso che questo sia un incontro fondamentale, con il giusto approccio possiamo fare progressi concreti, in particolare per quanto riguarda le garanzie di sicurezza”.
Il cancelliere tedesco Fridriech Merz sull’incontro alla Casa Bianca ha dichiarato: “Serve un cessate il fuoco”. E ancora: “I prossimi passi sono i più difficili. Al prossimo meeting vogliamo vedere una tregua, non posso immaginare che possa avere luogo senza un cessate il fuoco. Lavoriamo su questo, proviamo a mettere pressione sulla Russia perché la credibilità dei nostri sforzi oggi dipendono almeno dal raggiungimento di una tregua”.
Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha precisato che non si è parlato dell’invio di truppe europee o americane in Ucraina,nell’ambito delle garanzie di sicurezza, e che il punto sarà “parte delle discussioni che inizieranno. Cercheremo di portarli alla fase successiva dell’intesa nei prossimi giorni e settimane, ovviamente”.
Anche la presidente del parlamento europeo, Roberta Metsola ha evidenziato come : “………..Una vera pace deve essere costruita su solide garanzie di sicurezza per l’Ucraina, affinché duri e non venga semplicemente rimandata a una guerra più grande in futuro. Sappiamo che la pace deve basarsi sul principio che nulla riguarda l’ucraina senza l’Ucraina. Sappiamo che un’ Ucraina che non riceve sostegno, che non ha la forza di scoraggiare coloro che vorrebbero prenderla con la forza, non sarà in grado di trovare quella pace sfuggente”. “Questo – conclude Metsola – è ciò che l’Europa afferma fin dal primo giorno. Ecco perché siamo al fianco dell’Ucraina”.
Per dare concretezza alle garanzie di sicurezza in questione negli Stati Uniti si stanno incontrando i Capi di Stato Maggiore della Difesa dei Paesi del noto Comitato dei Volenterosi o meglio dei Paesi che si sono incontrati a Washington . La via che appare maggiormente perseguibile sembra quella indicata proprio dall’Italia ovvero una protezione adeguata che riprenda l’articolo 5 della Nato, fornita dalla Nato stessa ,quale alleanza difensiva, o in alternativa da singole nazioni. Tutto ciò a premessa di qualsiasi altra possibilità, atteso che non è detto che la proposta venga accettata dalla Russia, anche se anche la Russia ha tutto l’interesse a finire quanto prima la guerra e a fare terminare le sanzioni nei suoi confronti
In questo contesto quale giudizio potere dare sul futuro? Quello che sta andando avanti è un grande bluff che prima o poi sarà scoperto o esiste veramente una prospettiva di pace giusta e duratura di fatto essenziale non solo per la sicurezza dell’Ucraina ma sicuramente anche per quella Europea?
A mio avviso non si può non considerare positivamente quanto accaduto prima in Alaska e successivamente a Washington. Sia perché le questioni riguardanti l’Ucraina si sono analizzate in modo più concreto ,anche da parte americana, sia soprattutto per l’unitarietà d’intenti dimostrata dai leader europei, che si erano coordinati a priori per una strategia comune di apertura ma anche di fermezza e per ultimo perché bisogna a questo punto dare credibilità all’azione americana ,ritenendola basata effettivamente su effettive intese tra Putin e Trump.
A fronte di queste positive riflessioni non possono peraltro non destare perplessità le ultime dichiarazioni del ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov che ha dichiarato che le autorità russe sono “pronte” a negoziati con l’Ucraina in “qualsiasi formato” ma con riferimento a un incontro Putin Zelensky ha evidenziato che “è necessario prepararlo con la massima attenzione in tutte le fasi precedenti, in modo che i vertici non si traducano in un peggioramento della situazione, ma mettano davvero fine a quei negoziati che siamo pronti a continuare”, smentendo di fatto le notizie che già annunciavano l’incontro entro agosto. Così come fa riflettere il fatto che si affermi che “Discutere di garanzie di sicurezza in Ucraina senza la Russia è una strada che non porta da nessuna parte …… e la Russia vede finora dalla Ue solo un’aggressiva escalation della situazione e goffi tentativi di cambiare la posizione di Donald Trump sulla soluzione ucraina”.
Non rimane che aspettare con fiducia che l’incontro bilaterale e/o trilaterale effettivamente prima o poi avvenga. I tempi però stringono e non solo per tutte le persone civili e militari che continuano a morire ma anche perché la premessa di un tavolo negoziale è che sul campo non vi sia un vincitore e non si può non accorgersi che ancorchè lenta l’offensiva russa è sempre più forte ed è sempre più difficile per gli Ucraini arginarla.
