
Il referendum sulla giustizia è una grande occasione da non perdere per superare una grave anomalia del nostro Paese.
Con il nostro SÌ anche in Italia, come in tutti i paesi democratici, potranno essere separate le carriere di chi giudica e di chi esercita la pubblica accusa.
Finalmente si darà attuazione alla norma costituzionale che prevede che ogni processo si svolga in condizioni di parità tra le parti davanti a un giudice terzo e imparziale (art. 111 Cost).
La riforma del Consiglio Superiore della Magistratura consentirà poi di superare l’influenza delle correnti politiche nella gestione organizzativa della giustizia, rafforzando l’autonomia dei magistrati e la serenità del loro lavoro così che, come prevede la Costituzione, i giudici siano soggetti soltanto alla legge (art. 101).
Proprio perché la posta in gioco è importantissima, noi, come docenti universitari e giuristi di “Lettera 150”, vogliamo dichiarare pubblicamente il nostro impegno a VOTARE E FARE VOTARE SÌ.
