È ora di finirla con l’uso dei luoghi comuni per creare ‘narrazioni’ prive di fondamento

Sempre più spesso nel dibattito politico prevale la generica contrapposizione ideologica e i fatti scompaiono. È un fenomeno che si può apprezzare a proposito dell’impegno riformatore del Ministro dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara. L’impegno è sotto gli occhi di tutti. Si va dalle Linee guida sulla Educazione civica alle Nuove Indicazioni Nazionali per l’insegnamento nelle scuole dell’infanzia, nelle elementari e nelle medie. Dall’istituzione del docente tutor e del docente orientatore alla riforma dell’istruzione tecnologica-professionale (il c.d. 4+2) con i campus quale ‘luogo’ di riferimento per la connessione scuola, università e imprese. Dal contrasto all’esclusione, alla dispersione e alla povertà educativa fino alla possibilità per i genitori di scegliere la continuità didattica sul sostegno. Dall’immissione in ruolo dei precari agli aumenti retributivi per i docenti e alla loro. assistenza legale in caso di aggressione da parte di studenti e genitori. Dalla valorizzazione del voto di condotta a una responsabilizzazione dei giovani per gli atti contrari un comportamento improntato a correttezza. Continua a leggere

Alla ricerca dell’identità perduta

Se c’è una parola che oggi è tabù, per la mentalità comune, questa è la parola “identità”. C’è stato addirittura chi, anni fa, ha scritto un libro che già nel titolo si dichiarava “contro” tale categoria: e si sa che i libri che si dichiarano “contro”, in copertina, vendono di più. Solo che, come sempre accade quando si vuole esagerare, le conseguenze di certe posizioni possono essere dirompenti. Possono esserlo soprattutto per le giovani generazioni, che – se non sanno chi sono, umanamente e culturalmente – vivono sempre più disorientate. Continua a leggere

La perenne attualità del pitagorismo

L’interesse per la scuola pitagorica ha conosciuto un’intensa fioritura tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, culminando in opere ancora oggi insostituibili quali “Le scienze esatte nell’antica Grecia” di G. Loria (1914) e “Le scuole ionica, pitagorica ed eleata” di A. Mieli (1915).
Tuttavia, l’influsso del pensiero pitagorico ha incessantemente percorso la storia europea, fin da quando Pitagora, salpando dall’isola greca di Samo, gettò le fondamenta in Calabria, della prima, autentica scuola scientifica e filosofica del continente. Continua a leggere

Valditara, la rivoluzione del buonsenso

La rivoluzione in storia e filosofia è una categoria complessa che indica nello stesso tempo un mutamento profondo e il coraggio di spezzare una ‘catena’ sociale e culturale, di cambiare dei valori in gioco. E rivoluzionari sono coloro che, facendosi interpreti prima degli altri di un nuovo spirito dei tempi, sanno dare direzione. E speranza. La speranza nutrita dai rivoluzionari è molto più di un sentimento, è un invito all’azione collettiva. Regni, tirannie, autoritarismi e dittature sono stati travolti da rivoluzioni partite dal basso. E anche per questo i rivoluzionari – ‘imprevisti’ della storia – spiazzano, fanno paura. Continua a leggere

Un milione per papa Leone

C’era chi dubitava che dopo un papa estremamente popolare e vicino ai giovani e agli ultimi della Terra come Francesco sarebbe stato complicato per il suo successore entusiasmare con il messaggio cristiano le nuove generazioni. Osservando invece ciò che è accaduto qualche giorno fa per il giubileo dei Giovani si è notata una straordinaria partecipazione che testimonia la modernità degli insegnamenti della Chiesa e il fascino che Leone XIV esercita anche per la sua comunicazione essenziale, semplice e perciò efficace. Continua a leggere

Sturzo e l’economia sociale di mercato

L’8 agosto ricorre l’anniversario della morte di don Luigi Sturzo. Nato il 26 novembre del 1871, Sturzo muore l’8 agosto del 1959, al termine di una vita intensa che l’ha visto protagonista delle principali vertenze dell’Italia post-unitaria. Dall’iniziale impegno nella messa a terra delle idee presenti nella lettera enciclica Rerum novarum (1891) di Leone XIII, dando vita a leghe contadine, banche rurali, comitati parrocchiali, all’azione di pro-sindaco della sua Caltagirone, fino alla fondazione del Partito Popolare (18 gennaio 1919). Dal 1924 al 1946 vivrà in esilio, prima nel Regno Unito (1924-1940) e infine negli Stati Uniti (1940-1946), vittima della barbarie fascista. Continua a leggere