Europa. Il difficile equilibrio tra identità nazionali e valori comuni

Benedetto Croce, nella Storia d’Europa del secolo decimonono (1932), ricorda che la moderna religione della libertà è nata in Europa all’inizio dell’Ottocento, non solo dai moti delle nazioni oppresse contro i dominatori ma anche per soddisfare i bisogni di garanzie giuridiche, di partecipazione alle istituzioni di governo, di libera associazione e di aperta discussione delle idee, sviluppandosi in modo diverso nelle diverse nazioni europee ed in altre parti del mondo. Non ci si è giunti “per salto”, ma in seguito ad una lenta e progressiva elaborazione, che risale alla settecentesca Repubblica delle lettere ed ancor prima alle comuni radici cristiane, come ha illustrato Federico Chabod, nella Storia dell’idea di Europa (1961). Continua a leggere

I valori e la cultura della Lega

Giuseppe Valditara Pubblichiamo il testo della relazione tenuta sabato 5 aprile dal ministro Valditara al Congresso di Firenze della Lega per Salvini Premier È stato detto che le origini sono la parte più importante di ogni cosa. Per illuminare la strada del nostro futuro è bene dunque ricordare quali sono stati i valori che hanno Continua a leggere

L’uso ideologico della storia: un vecchio vizio italiano

Non ho mai condiviso le tesi di coloro che, partendo da una cultura liberista che trovava in Friedich A, Hayek il suo teorico più coerente e prestigioso, sono portati a vedere nell’estensione dei compiti dello Stato, in virtù del Welfare, la porta dell’inferno totalitario. Condivido invece la posizione di Raymond Aron che, come ricorda Mahoney Daniel J. in The Liberal Political Science of Raymond Aron.A critical Introduction, 1992), non era affatto d’accordo con la tesi dello Hayek di The Road to Serfdom secondo cui lo stato sociale conduceva inesorabilmente al totalitarismo. “I regimi totalitari del ventesimo secolo erano tutti violenti e di natura ideocratica. Nessun regime totalitario era sorto come risultato dell’espansione degli stati socialdemocratici. Fascismo, nazionalsocialismo e bolscevismo erano tre movimenti ideologici che istituirono stati rivoluzionari che ruppero decisamente sia con il liberalismo che con la socialdemocrazia. Continua a leggere

La Costituzione e la guerra: perché non basta l’incipit dell’articolo 11

Le tensioni internazionali dell’ultimo trentennio hanno reso sempre più frequente nel dibattito pubblico la citazione dell’articolo 11 della Costituzione. Anzi, per essere precisi: delle sue prime quattro parole («L’Italia ripudia la guerra»), usate per stroncare ogni discussione riguardante la partecipazione alle operazioni fuori dei confini nazionali, il bilancio delle forze armate, la partecipazione alla difesa europea nazionale, e via dicendo. Ma la posizione della Costituzione è davvero così netta? Il principio fondamentale è davvero il disarmo? La vulgata politico-mediatica rispecchia o strumentalizza il testo?
Per rispondere non basterebbe un manuale di diritto, ma è opportuno almeno introdurre alcune delle principali coordinate attorno alle quali impostare un’analisi non ideologica della questione. Continua a leggere

Lezioni americane; pace attraverso una potenza tecnologica superiore

‘Palantir è qui per infrangere i limiti tecnologici e rendere le istituzioni con cui collaboriamo il meglio che possa trovarsi in tutto l’occidente, quando è necessario atterrire i nemici e, a volte, ucciderli’. Sono parole di Alexander Karp, il CEO del colosso di analisi dei dati Palantir Technologies, pronunciate in occasione della colossale capitalizzazione della società, la quale nei primi giorni di febbraio 2025 ha superato la barriera dei 200 miliardi di dollari. Continua a leggere

Appunti sulle qualità delle leggi e la tutela del sub-vettore

Ormai da tempo gli operatori del diritto devono constatare il progressivo deterioramento della qualità dei testi normativi, i cui effetti negativi sono spesso percepiti da imprese e cittadini.
La crescente quantità delle norme, la pessima qualità del loro lessico e i difetti nel loro coordinamento pregiudicano seriamente il principio fondamentale della certezza del diritto, che è la base di ogni convivenza civile e di un ordinamento democratico, il baluardo contro l’arbitrio del potente o anche solo del burocrate di turno. Continua a leggere