Consenso informato, corresponsabilità educativa, libertà della persona

Giovedì, 4 giugno 2026, il Sento della Repubblica ha approvato in via definitiva, con 78 voti favorevoli e 38 contrari, il ddl n. 1735 sulle disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico, presentato dal Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
Una lettura – sufficientemente attenta e nemmeno troppo esegetica – del testo del disegno di legge e alcuni chiarimenti aiuteranno a smascherare l’ideologicità di alcune posizioni critiche al ddl Valditara e, soprattutto, a scoprire che ad uscirne rafforzato sono il rispetto della dignità e della liberà della persona, la riaffermazione dei ruoli, rispettivamente educativi e istruttivi di scuola e famiglia, nonché l’osservanza della norma e della stessa Costituzione.
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I solidi argomenti della legge sull’educazione sessuo-affettiva

L’approvazione al Senato della legge sull’educazione sessuo-affettiva, o del cosiddetto “consenso informato”, ha suscitato reazioni accese e contrastanti. I suoi critici la dipingono come un passo indietro culturale, un ostacolo alla formazione dei giovani, persino una minaccia per i ragazzi LGBTQ+. I sostenitori la presentano come una doverosa restituzione di sovranità educativa alle famiglie. In mezzo a questo dibattito spesso ideologico, vale la pena fermarsi a ragionare su un piano diverso: quello della psicologia dello sviluppo, della pedagogia e della scienza della comunicazione. Fatto questo, emergono argomenti solidi a favore dell’impianto della legge. Continua a leggere

La lezione di Papa Leone XIV sull’Intelligenza Artificiale che Bruxelles non ha ancora capito. In termini calcistici Vaticano 2 – Europa 0

Nel pieno della rivoluzione dell’Intelligenza Artificiale, mentre governi e istituzioni rincorrono regolamenti sempre più complessi, una delle riflessioni più lucide sul tema è arrivata dal Vaticano. Papa Leone XIV, nei suoi interventi sull’AI, ha riportato il dibattito sul terreno essenziale: quello dell’uomo. Continua a leggere

L’algoritmo del PIL

La matematica muove il 34% dell’economia italiana e vale 680 miliardi.
Dall’intelligenza artificiale alla sanità, uno studio inedito di Deloitte, CNR e UMI svela l’impatto della disciplina sul Sistema Paese: un motore invisibile che sostiene 8,4 milioni di posti di lavoro.
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La guerra dei mondi (filosofici) al tempo delle Indicazioni nazionali

C’è un tratto ricorrente del dibattito pubblico italiano che meriterebbe esso stesso una riflessione filosofica: l’incapacità di discutere di scuola senza trasformare ogni confronto in uno scontro ideologico. È accaduto ancora una volta con la bozza delle nuove Indicazioni Nazionali per l’insegnamento della filosofia, che nel giro di pochi giorni ha generato un appello da parte di sessanta sottoscrittori. Un testo, quello dell’appello, involontariamente comico nel denunciare la presunta “politicizzazione” della sottocommissione, prontamente sponsorizzato dal sostegno pubblico della deputata del Partito Democratico Cecilia D’Elia. Il copione, del resto, è noto. Da una parte la denuncia del rischio di una torsione ideologica nell’impostazione della riforma; dall’altra i coordinatori della commissione ministeriale, Adriano Fabris e Massimo Mugnai, che hanno rivendicato il pluralismo del lavoro svolto e respinto l’accusa di voler orientare ideologicamente l’insegnamento liceale della filosofia. Ne è derivato un conflitto che, al di là del merito specifico della bozza delle Indicazioni, rivela qualcosa di più profondo sul rapporto che l’Italia intrattiene con la scuola e con la cultura. La prima impressione è che la discussione abbia rapidamente abbandonato il terreno pedagogico per spostarsi su quello simbolico-politico. Continua a leggere