Ripudio dell’Occidente e diritti umani

Le nuove indicazioni nazionali per la scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione sono state criticate in quanto esprimerebbero la certezza della superiorità dell’Occidente.
Tuttavia, si può affermare che esistono conquiste di libertà che sono patrimonio esclusivo dell’Occidente, come le dichiarazioni dei diritti dell’uomo, in America nel 1776 e in Francia nel 1789, e come il movimento europeo per le costituzioni che infiammò il 1848. I fautori del costituzionalismo, infatti, come ricordava von Hayek, individuarono proprio nella separazione dei poteri lo strumento per assicurare le libertà fondamentali contro il dispotismo del potere. Al contrario, storia e cultura orientali sono contrassegnate dal dispotismo. Continua a leggere

Nell’occidente medievale le radici della moderna economia

La centralità della conoscenza della storia dell’Occidente, non solo per ragioni di prossimità culturale, ma anche come grande momento di autocoscienza personale e collettiva, è stata di recente ribadita dalle nuove “Indicazioni nazionali per il curricolo” del ministro Valditara.
La chiarezza e la precisione delle indicazioni fornite è confermata dal dibattito che se ne è generato, alimentato, come spesso accade, dalle sensibilità anti-occidentali che sono proprie della libertà di espressione e di pensiero dell’Occidente stesso, prevalentemente ignote al di fuori di esso.
Franco Cardini ha passato in rassegna la compresenza di elementi di sviluppo sociale, culturale e tecnologico in tradizioni geograficamente remote e storicamente antiche, o più antiche di quelle Occidentali. Tuttavia, la considerazione che le civiltà non sono “monadi senza finestre”, che nella storia dell’umanità possono esservi e vi sono stati contatti, relazioni, ibridazioni, non può tradursi nella rinuncia all’analisi storica dei contesti specifici. La storia, in tal modo, diverrebbe come la notte in cui tutte le vacche sono nere. Continua a leggere

Galileo e la nascita del metodo scientifico in Occidente

Quando sei nato a Firenze, hai studiato fisica nella Aedes Galilaeo Sacrae, e nella vita hai pure avuto l’onore di dirigere l’Istituto Nazionale di Ottica sulla collina di Arcetri, è difficile non farsi trascinare dall’entusiasmo quando parli di Galileo Galilei e del metodo che da lui prende il nome. È difficile perché è impossibile sopravvalutarne la portata, dato che il metodo galileiano è il fondamento ed il cuore di quel travolgente sforzo di comprensione della realtà che è la scienza moderna. Continua a leggere

La pace in Europa: una vera possibilità o un grande bluff?

Dopo l’incontro tra i Presidenti Putin e Trump del 15 agosto u.s. in Alaska l’attesa internazionale sui possibili sviluppi successivi era fortissima. A fronte degli annunciati progressi nelle relazioni tra i due Paesi,che potevano infatti essere considerati un primo passo in avanti verso la pace ,nulla di concreto sembrava essere stato raggiunto circa un cessate il fuoco o verso una prospettiva di pace giusta e duratura più volte auspicata dalla Comunità internazionale. In sintesi un incontro su cui difficile Il giudizio che anzi sembrava favorevole al Presidente Putin stante l’uscita dall’isolamento internazionale. Continua a leggere

Alla radice della nozione di Europa ed Occidente

Il dibattito, caro soprattutto a Giovanni Paolo II, sulle radici cristiane dell’Europa di cui fare menzione nella Carta fondamentale di essa, si è purtroppo spento col passar degli anni. I valori cristiani non sono certamente gli unici su cui fondare una moderna politica, occidentale ed europea, della cultura: ce ne sono altri, e tra essi non potremmo non citare la triade rivoluzionaria, e poi liberal-democratica, di libertà-uguaglianza-fratellanza/solidarietà. Anche su questi, come su altri ancora da individuare e valorizzare, può essere strutturata un’identità comune, europea ed occidentale; ma su tutto ciò la fornace ardente della discussione ha, analogamente, perso vita. È come se il gigante europeo, alimentandosi dei propri processi burocratici, avesse rinunciato ad una sua ideologia ispiratrice, con un’unica eccezione oltremodo perniciosa, a nostro avviso. Continua a leggere

Incontro Presidenti Putin e Trump come giudicare i risultati?

Occorre innanzi tutto ricordare che dopo un lungo apparente idillio il Presidente Trump, deluso dal comportamento del Presidente Putin, all’inizio di luglio aveva intimato al leader russo di porre fine alla guerra entro cinquanta giorni di tempo, minacciando in caso contrario dure sanzioni economiche. Un avvertimento assolutamente ignorato dal Cremlino che anzi aveva intensificato la sua azione offensiva. Una reazione che aveva portato il 29 luglio il Presidente americano ad anticipare il suo ultimatum all’8 agosto, cui peraltro avevano fatto seguito minacce anche nucleari da parte del leader russo Medvedev e la risposta americana del “posizionamento di due sottomarini nucleari nelle regioni appropriate”. Con il Presidente Putin che peraltro aveva continuato a ribadire le sue condizioni per arrivare alla pace: riconoscimento come russe della Crimea e delle quattro regioni parzialmente occupate e rinuncia di Kiev a entrare nella Nato. Continua a leggere