Una occasione storica da non perdere
Il referendum rappresenta un’occasione storica per adeguare il nostro ordinamento giurisdizionale al principio costituzionale del giusto processo. Continua a leggere
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Il referendum rappresenta un’occasione storica per adeguare il nostro ordinamento giurisdizionale al principio costituzionale del giusto processo. Continua a leggere
Mancano pochi giorni all’appuntamento referendario sulla riforma dell’ordinamento giudiziario. Il tema su cui i cittadini dovranno pronunciarsi riguarda la separazione delle carriere fra i magistrati adibiti all’esercizio della pubblica accusa e i magistrati decidenti, ma anche il superamento dell’attuale unicità del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) quale organo di autogoverno della magistratura. Il referendum, infine, riguarderà l’istituzione dell’Alta Corte di Disciplina per tutti i magistrati. Continua a leggere
Il 22 e 23 marzo si svolgerà il referendum costituzionale per approvare o respingere le modifiche che il Parlamento ha apportato agli articoli che disciplinano la composizione e le competenze dell’organo di autogoverno della magistratura ordinaria (civile e penale).
Giova inquadrare il CSM e il rapporto tra magistratura e politica alla luce della dialettica tra istituzioni evoluitasi in questi ultimi decenni, mediante una breve riflessione sugli obbiettivi stessi di una Costituzione e la sua ragion d’essere in una nazione liberale. Continua a leggere
Continui dibattiti risultano all’ordine del giorno man mano che si avvicina la data del referendum. Da una parte giudici, pubblici ministeri, avvocati e professori universitari si affrontano con diatribe in punta di fioretto sulla proposta di modifica congiunta di 8 articoli della Costituzione. Agli esterni resta impressa la sensazione che i giureconsulti, spinti da una privilegiata deformazione professionale, si facciano avviluppare dall’ interesse tecnico per le interpretazioni, dando per scontato il significato dell’iniziativa nel suo insieme. Continua a leggere
C’è una parola che manca da troppo tempo nel dibattito sulla giustizia italiana: chiarezza. Il referendum del prossimo mese sulla separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti serve esattamente a questo: togliere l’ambiguità strutturale su cui si è retta per decenni una narrazione rassicurante, ma sempre meno credibile. Continua a leggere
Le resistenze nei confronti della riforma Nordio sia da parte di chi è direttamente interessato sia nell’opinione pubblica, vanno oltre la semplice contrapposizione dialettica. Sono un fenomeno complesso in cui si intrecciano una moltitudine di fattori. La Giustizia tocca dimensioni profonde: sicurezza, colpa, punizione, ordine simbolico e ogni proposta di riforma, inevitabilmente, attiva una intensa reazione oppositiva al cambiamento Continua a leggere