Formulati con il dichiarato fine di restituire la tutela strappata ai lavoratori dal “famigerato” Jobs Act (d. lgs. n. 23/2015 e d. lgs. n. 81/2015) oltre che da altri provvedimenti da tempo in vigore (come l’art. 8 della legge n. 604/1966 e dal d. lgs. n. 81/2008), i quattro quesiti lavoristici su cui è chiamato a pronunciarsi il popolo italiano presentano il comune difetto di prendere di mira frammenti di disciplina senza tenere in considerazione il contesto, normativo ed istituzionale, entro il quale quei frammenti trovano la propria sistematica collocazione e sono destinati ad operare. Essi appaiono pertanto “sfocati”, ovvero inadeguati quando non contraddittori rispetto all’obiettivo perseguito.Ben lungi dal risolvere i problemi reali suscitati da questa epoca di grandi transizioni (ecologica, culturale, digitale), le proposte referendarie paiono in definitiva connotate da un intento più ideologicamente demolitorio dello status quo del diritto del lavoro che concretamente fondativo dei presupposti di un suo effettivo cambiamento a favore dei lavoratori. Continua a leggere