Referendum 2025: che cosa ci dicono i risultati

Alessandro Amadori, politologo e sondaggista I referendum abrogativi su cittadinanza e lavoro, tenutisi l’8 e 9 giugno, hanno registrato un’affluenza complessiva del 30,6%, ben al di sotto della soglia del 50%+1 necessaria per la validità della consultazione. Questo dato, in realtà ampiamente previsto dai sondaggi pre-elettorali (io stesso ne avevo scritto su “Affari Italiani” molto Continua a leggere

I quesiti lavoristici del referendum 2025: uno specchietto per le allodole

Formulati con il dichiarato fine di restituire la tutela strappata ai lavoratori dal “famigerato” Jobs Act (d. lgs. n. 23/2015 e d. lgs. n. 81/2015) oltre che da altri provvedimenti da tempo in vigore (come l’art. 8 della legge n. 604/1966 e dal d. lgs. n. 81/2008), i quattro quesiti lavoristici su cui è chiamato a pronunciarsi il popolo italiano presentano il comune difetto di prendere di mira frammenti di disciplina senza tenere in considerazione il contesto, normativo ed istituzionale, entro il quale quei frammenti trovano la propria sistematica collocazione e sono destinati ad operare. Essi appaiono pertanto “sfocati”, ovvero inadeguati quando non contraddittori rispetto all’obiettivo perseguito.Ben lungi dal risolvere i problemi reali suscitati da questa epoca di grandi transizioni (ecologica, culturale, digitale), le proposte referendarie paiono in definitiva connotate da un intento più ideologicamente demolitorio dello status quo del diritto del lavoro che concretamente fondativo dei presupposti di un suo effettivo cambiamento a favore dei lavoratori. Continua a leggere

De Felice e gli azionisti

Dino Cofrancesco, Professore emerito di Storia delle dottrine politiche all’Università di Genova Eugenio Di Rienzo, Professore Emerito di Storia moderna presso l’Università La Sapienza di Roma e Direttore della prestigiosa ‘Nuova Rivista Storica’, nel suo recente saggio, Renzo De Felice, Leo Valiani e gli amici azionisti, ha raccolto lettere e articoli di Renzo De Felice, Continua a leggere

L’arroganza dei referendari

Giampaolo Azzoni, Ordinario di Filosofia del diritto nell’Università di Pavia Avvicinandosi la data dell’8 giugno si intensificano da parte dei promotori dei referendum le doglianze relative ad un ipotetico oscuramento mediatico e ad una supposta congiura del silenzio sui temi e i quesiti oggetto di consultazione. Si potrebbe facilmente ribattere che in realtà siamo in Continua a leggere

Festa del 2 giugno: per un’accorta e lungimirante manutenzione della Repubblica

Danilo Breschi, professore di storia del pensiero politico all’UNINT di Roma e direttore de “Il Pensiero Storico” Se una ricorrenza ha un valore pubblico e civile è perché arricchisce la consapevolezza diffusa presso il maggior numero di abitanti di uno Stato-nazione, avvicinandoli così un po’ di più ad un’autentica condizione di “cittadini”. Il 2 giugno Continua a leggere

La crisi del ceto medio italiano

Secondo il Rapporto Cida-Censis appena pubblicato, la classe media italiana, che rappresenta quasi i due terzi della popolazione, oggi è in crisi e teme un vero e proprio declassamento sociale. Esemplificando con alcuni dati emblematici, il 45% ha già tagliato i consumi, quasi 8 su 10 ritengono che il welfare pubblico non risponda più ai reali bisogni e oltre il 50% immagina per i figli un futuro all’estero. Sul piano politico, questo grande ceto medio disorientato chiede a gran voce di riconoscere competenze e merito e ripensare fisco e welfare. Continua a leggere