Proteggere senza separare: la lezione pedagogica del caso della “famiglia nel bosco”

Quando qualche tempo fa ho scritto una riflessione pedagogica sulla vicenda della cosiddetta “famiglia nel bosco”, mi ponevo una domanda che appartiene al cuore della pedagogia dell’infanzia: chi decide davvero cosa è bene per un bambino e con quali competenze educative? Oggi quella domanda torna con ancora maggiore forza e urgenza. Nelle ultime ore è stato eseguito un nuovo provvedimento del Tribunale per i minorenni che ha portato alla separazione della madre dai tre figli collocati in casa-famiglia. La donna ha lasciato la struttura dove viveva con loro da mesi, uscendo senza i bambini. Per chi lavora da anni nei contesti educativi e nella tutela minorile, questa non è una semplice evoluzione procedurale: è una decisione che interviene nel punto più delicato dello sviluppo umano, quello del legame di attaccamento tra il bambino e la sua figura di riferimento primaria. Continua a leggere

Il pervicace interventismo pubblico nella famiglia del bosco di Palmoli

In una precedente riflessione sulla “famiglia nel bosco” di Palmoli, si era evidenziato come ciò che rilevi, nelle decisioni istituzionali che riguardano i figli minori, non sia lo stile di vita scelto dai genitori, che è di principio insindacabile. La questione fondamentale, piuttosto, è che l’intervento pubblico sia limitato a circostanze gravi ed eccezionali e che, rispetto ad esse, sia proporzionato. Soprattutto, ogni determinazione deve essere dettata dal superiore interesse del minore: ma, a volte, sembra dimenticarsi che è parte di questo interesse favorire la prosecuzione o la ripresa della vita in famiglia. Continua a leggere

La generazione Z è ansiosa il giusto. E ama il liceo classico

I dati presentati al XXIII Convegno AlmaDiploma offrono uno spaccato attendibile delle scelte formative e dello stato emotivo dei giovani diplomati del nostro Paese. L’indagine è statisticamente significativa. Ha coinvolto un campione di circa 24.000 diplomati del 2025, per la rilevazione sul profilo, e oltre 59.000 studenti delle coorti 2024 e 2022, analizzati rispettivamente a uno e a tre anni dal conseguimento del titolo. Il primo dato che balza agli occhi è il giudizio positivo espresso da parte del 75,5% degli studenti interpellati sull’ esperienza della scuola secondaria frequentata. Gli studenti si dichiarano soddisfatti, con valori sostanzialmente allineati tra licei, istituti tecnici e professionali. Continua a leggere

Quell’olio che sa di futuro

In questo periodo di scontri internazionali e accesi dibattiti nazionali, una notizia buona rischia di essere schiacciata. E per questo voglio tirarla fuori e sottolinearla. È successo a Verona il 3 marzo scorso. Sul palco del SOL2EXPO, la grande fiera dedicata all’olio extravergine d’oliva, non sono stati premiati produttori storici né aziende blasonate. Sono stati proclamati i nomi di tre istituti tecnici agrari italiani — uno in Calabria, due in Puglia — i cui studenti hanno prodotto, con le proprie mani, un olio degno di entrare nella Premium List del concorso nazionale Ercole Olivario. Continua a leggere