Piccolo spaccio è piccola cosa? Una problematica sentenza della Corte costituzionale

Con la sentenza n. 90 depositata lo scorso 1° luglio, la Corte costituzionale ha dichiarato che è costituzionalmente illegittimo non prevedere la possibilità della “messa alla prova” nel caso del reato di piccolo spaccio di sostanze stupefacenti. Il presupposto di tale sentenza è che il decreto “Caivano”, emanato nel 2023 per contrastare il disagio giovanile dopo i gravi fatti accaduti nell’omonimo comune campano, aveva aumentato da 4 a 5 anni il massimo della pena prevista per il reato di piccolo spaccio con la conseguenza che non era più possibile ricorrere all’istituto della “messa alla prova” per la cui applicazione si richiede, in linea generale, che la pena massima prevista sia di 4 anni oppure che il reato sia specificamente indicato dalla legge. Ora, dopo il decreto “Caivano”, il reato di piccolo spaccio prevedeva una pena massima superiore ai 4 anni e non era stato indicato tra i reati per cui comunque è prevista la possibilità della “messa in prova”. In pratica, nel caso di piccolo spaccio non vi era più la possibilità della cosiddetta “probation”, cioè sospendere il procedimento penale e, in sua vece, prevedere un programma di trattamento con una serie di impegni per l’imputato, tra cui lavori di pubblica utilità. Continua a leggere

Indicazioni Nazionali 2025, “questione delle conoscenze” e distorsione al quadrato

Da quando le Indicazioni Nazionali 2025 per il I ciclo sono state messe in circolazione in forma di bozza – e anche dopo la loro pubblicazione in versione definitiva al vaglio dei Consigli (CSPI e Consiglio di Stato) – è diventata centrale nel dibattito su riviste prevalentemente online la cosiddetta “questione delle conoscenze”.

Che le conoscenze siano poste al centro del processo formativo nelle intenzioni della commissione ministeriale che ha elaborato il documento lo dimostra la stessa nota stampa del Ministero dove, tra le peculiarità, si evidenzia che “senza conoscenze non possono essere sviluppate le competenze”, che con le conoscenze – non di tipo nozionistico, ma “essenziale”, “profondo” e “duraturo” – gli insegnanti ritornano ad avere “un chiaro quadro di riferimento di obiettivi e competenze per la progettazione del curricolo verticale”, possano “costruire percorsi che abbiano senso e significato”. Continua a leggere

Un paese concepito nella libertà: il significato del 4 di luglio

Nelle prime due settimane di luglio si celebrano due commemorazioni che ci ricordano l’età delle Rivoluzioni, ormai vecchia di circa due secoli e mezzo. Mentre il 14 luglio è una ricorrenza ben conosciuta nel continente europeo e proposta, almeno dai francesi, come l’evento più importante dopo la creazione (nel quale l’assolutismo parlamentare sostituisce quello monarchico), gli europei sanno davvero poco o nulla del 4 di luglio, al di là del fatto che è la data di nascita del paese più potente del mondo, che da un secolo tiene in mano i destini dell’umanità. Continua a leggere

Corte Suprema USA: senza il consenso dei genitori, nessun contenuto LGBTQ+ nelle scuole

Lo scorso 27 giugno la Corte Suprema degli USA ha emesso una sentenza di grande rilievo anche per l’Europa e l’Italia (n. 606 U.S._2025).
I giudici americani hanno, infatti, stabilito che è illegittimo, da parte delle autorità scolastiche, imporre l’insegnamento di contenuti LGBTQ+ senza dare la possibilità ai genitori di chiedere l’esonero da tale insegnamento per i loro figli quando in contrasto con i convincimenti religiosi della famiglia. Continua a leggere

Indicazioni nazionali e parere CSPI, attenzione a certe ricostruzioni

Era l’estate del 1998 e le radio italiane mandavano spesso nell’etere la canzone degli Jarabe de Palo che nel refrain ripeteva la frase citata. Il testo originale dallo spagnolo suonava grosso modo così: “Se il bianco è bianco, se il nero è nero, se uno più uno è due, quanto sono esatti i numeri … Dipende!”.
La canzone invitava a riflettere su quanto i punti di vista, sebbene legittimi e propri di uno spirito vivo e critico, se assunti in modo acritico portano paradossalmente alla chiusura e, quel che è peggio, allo stravolgimento della realtà delle cose (a mettere un dubbio “che il bianco sia bianco” o l’esattezza dei numeri). Continua a leggere

Il caso Kaufmann svela l’uso perverso del Tax Credit

Il recente caso di Francis Kaufmann, sospettato di avere ucciso la compagna Anastasia Trofimova e la figlia, ha finito per svelare un uso perverso del Tax Credit, lo strumento che l’ex-Ministro della cultura Enrico Franceschini ha introdotto con lalegge 220 del 2016 per finanziare film e serie TV. È venuto fuori che nel 2020, all’epoca del governo Conte 2 targato 5 Stelle – PD, Kaufmann (con l’alias di Rexal Ford) ha goduto dei benefici previsti dalla legge, ottenendo , come ‘director’ e sceneggiatore l’erogazione con il Tax Credit di un finanziamento di ben 836.439,08 euro per un film intitolato ‘Stelle della notte’. Continua a leggere