L’economia, come la vita, non è un gioco a somma zero. Come rispondere ai dazi di Trump?

Il mondo si divide tra coloro che pensano che la vita sia un gioco a somma zero, le torte della creazione del valore sono fisse e bisogna lottare per riuscire a conquistare la fetta più grossa combattendo contro i nostri avversari. E quelli che pensano che la vita sia un gioco a somma positiva dove la cosa migliore da fare è la cooperazione tra diversi perché questa fa crescere la dimensione della torta e crea dividendi per tutti. Uno dei pilastri della vita come gioco a somma positiva è proprio l’apertura degli scambi nel commercio internazionale dove la specializzazione di ciascun paese nell’ambito in cui ha vantaggi comparati consente di aumentare il benessere di tutti (a partire dal famoso esempio del commercio tra Inghilterra e Portogallo di tessuti e vino raccontato da David Ricardo per spiegare il principio). Continua a leggere

Il coraggio di educare: il senso della norma nella bottega educativa

Il dibattito pedagogico è da tempo attraversato dalla nozione di “emergenza educativa”, espressione che descrive una frattura nel patto formativo tra le generazioni e una crisi nella trasmissione dei valori. Dinanzi a questa sfida, la recente revisione della disciplina sulla valutazione del comportamento degli studenti si propone come un intervento di profonda ambizione pedagogica. Continua a leggere

L’approccio italiano ai dazi, pragmatico e lineare, è il più promettente

Il tema dei dazi USA sta impegnando intensamente il dibattito pubblico, sia per l’entità dell’impatto sul Paese, sia per l’influenza sui rapporti politici internazionali, sia per l’indecifrabile variabilità del comportamento negoziale americano. Dobbiamo anche registrare, purtroppo, che i dazi sono al centro delle polemiche politiche anche con ragioni del tutto strumentali. Si rimprovera a Meloni di spalleggiare Trump nel nome del comune sovranismo, salvo che la spinta “sovranista” dovrebbe portare a difendere il proprio stato “sovrano” contro gli altri stati “sovrani”. Altre volte prevalgono le preoccupazioni per l’approccio troppo blando dell’Europa nei confronti dell’alleato americano. E non appena si paventano impatti negativi sull’economia nazionale, partono le richieste di sussidi pubblici dagli attori del sistema economico. Continua a leggere

La separazione delle carriere è necessaria

Le notizie di cronaca giudiziaria che investono il mondo politico si susseguono. Ha cominciato la Procura di Milano, con l’iscrizione del sindaco PD, Giuseppe Sala, nel registro degli indagati. Si ipotizza una qualche responsabilità nella ‘degenerazione della gestione urbanistica’ di Milano. Continua a leggere

Gli italiani e la riforma della giustizia

La riforma della giustizia recentemente approvata in seconda lettura dal Senato italiano (22 luglio 2025) rappresenta un cambiamento costituzionale significativo, fortemente voluto dal governo Meloni e in particolare dal ministro della Giustizia Carlo Nordio. Di questa riforma, il cuore è la separazione delle carriere. In forza di essa, viene introdotta una distinzione netta tra magistrati requirenti (pubblici ministeri, che sostengono l’accusa) e magistrati giudicanti (giudici, che decidono). Continua a leggere

Perché da noi la socialdemocrazia non ha mai attecchito

Storici, sociologi, scienziati politici si chiedono perché in Italia una formazione politica di tipo laburista non sia mai riuscita ad avere un qualche consistente seguito elettorale e parlamentare. Da Leonida Bissolati a Giuseppe Saragat, i socialdemocratici non hanno mai avuto in mano il timone dello Stato e, quando hanno ottenuto qualche ministero, lo si è dovuto al loro aggregarsi a una coalizione governativa dove le loro idee non erano certo quelle a cui si prestava maggiore attenzione. A mio avviso questa condizione di minoranza (e spesso di subalternità) può spiegarsi con precisi fattori storici e istituzionali. Continua a leggere