L’arte e la guerra: un’estetica per la pace
Mentre mi accingo a scrivere queste righe sul televisore scorrono le ennesime immagini delle abitazioni, degli ospedali, dell’intera Ucraina, centrati da missili russi ad alta precisione. E guardo i volti attoniti di queste piccole creature, sopravvissute all’esplosione, estratte dalle macerie e sistemate in strada su barelle e giacigli di fortuna, in mezzo ad altri corpi dilaniati. Bambini che hanno espressioni di terrore, non diverse da quelle stampate sui volti dei bimbi, degli adolescenti, massacrati e rapiti da Hamas il 7 ottobre. Ma è, in fondo, lo stesso viso dei ragazzini di Gaza che i terroristi usano, crudelmente, come scudi umani, nascondendosi, con i loro missili, le loro armi, sotto le scuole, gli asili, le civili abitazioni. Continua a leggere
