La Matematica sarà la prossima vittima dell’AI?
Nel maggio del 1997 accadde qualcosa che, con il senno di poi, possiamo considerare uno dei momenti simbolici della rivoluzione digitale. Deep Blue, il supercomputer costruito da IBM, sconfisse Garry Kasparov, allora campione mondiale di scacchi, in un match giocato secondo le normali regole da torneo. Non era la prima volta che una macchina giocava a scacchi. E non era neppure la prima volta che Deep Blue affrontava Kasparov: l’anno precedente il campione russo aveva ancora vinto il match. Ma nel 1997 avvenne il sorpasso. Per la prima volta un computer sconfiggeva il campione mondiale in carica in un incontro completo. Deep Blue era capace di analizzare fino a 200 milioni di posizioni al secondo. La forza bruta del calcolo, unita a sofisticate funzioni di valutazione e a un enorme patrimonio di conoscenza scacchistica, aveva superato uno dei più straordinari cervelli scacchistici della storia. Negli anni successivi la superiorità dei programmi sui giocatori umani divenne sempre più netta. Oggi nessun campione del mondo umano potrebbe realisticamente competere con i migliori motori scacchistici. Il problema “uomo contro macchina”, negli scacchi, ha semplicemente cessato di essere interessante. Eppure, gli scacchi non sono morti. Continua a leggere
